NAPOLI. Il regista napoletano Raffaele Ceriello torna sul set per le riprese di “Per errore”, un cortometraggio ispirato alla vicenda di Lino Romano, l’operaio trentenne che la sera del 15 ottobre 2012 a Marianella fu assassinato per un terribile scambio di persona.

Per le riprese è stata scelta come location, grazie all’ attenzione e alla sensibilità al tema del contrasto alle illegalità della presidente Anna Riccardi, la Fondazione Famiglia di Maria di San Giovanni a Teduccio, con cui il regista e sceneggiatore collabora in un progetto di cinema che vede impegnata una classe di ragazzi dai 7 ai 15 anni.
“Per errore” racconta l’incontro tra due madri sconfitte, che hanno vissuto un dolore diverso e che hanno una ferita ancora aperta: una professoressa a cui hanno ammazzato il figlio (interpretata da Lalla Esposito) e la madre del killer che ha ucciso suo figlio (interpretata da Laura Borrelli).
Raffaele Ceriello sceglie di raccontare un altro argomento scomodo, ma tristemente attuale: le vittime innocenti delle mafie, e per farlo ha scelto come location la periferia di San Giovanni a Teduccio, nello specifico la Fondazione Famiglia di Maria, da sempre molto attiva sul territorio di Napoli Est, in favore dei minori e delle famiglie che presentano disagi socio-economici.
“ La Fondazione Famiglia di Maria- afferma la presidente Anna Riccardi- è presidio di legalità e rinascita per la periferia est della città, una prova concreta di ri-scatto sociale e riqualificazione, un luogo dove la politica del fare si sostanzia in atti concreti e tangibili.”
Sul set di “Per errore” saranno impegnati, nei vari reparti della produzione, i ragazzini del corso di cinema che avranno un ruolo attivo all’interno dell’arco produttivo. L’obiettivo è fargli capire cosa significa stare sul set, girare delle scene a contatto con dei professionisti, dando anche una valenza pratica al lavoro fatto finora. E chissà che dopo quest’esperienza non possa nascere un nuovo giovane regista napoletano.
“È importantissimo mettere un faro su vicende come questa”- afferma il regista – “ed è ancora più importante che le riprese siano effettuate in un territorio della periferia, che non sempre è sotto i riflettori”.