NAPOLI. “A voce ‘do vico” -Rione sanità Tra teatro e musica, con Cristina Donadio e Maldestro. Il Rione Sanità dal 30 maggio, avrà una voce, la voce del talento, dell’amicizia, del coraggio.

La voce di sei ragazzi, diplomati all’accademia del Teatro Stabile di Napoli, che hanno deciso di realizzare un sogno; non da soli, ma con l’aiuto dei bambini di uno dei rioni più belli e difficili di Napoli.
Hanno formato una compagnia teatrale “Putéca Celidònia”, nome dedicato alla loro vocazione sociale.
Puteca è in dialetto napoletano la bottega. Deriva dal greco apothéke. Il verbo di origine è composto da apò + tìthemi che significa “porre da parte”.
La celidonia invece è una pianta erbacea che nasce spontanea nelle zone abbandonate del bacino del Mediterraneo, pertanto viene definita infestante. Il nome deriva dal greco chelidòn (=rondine), perché porzioni di pianta vengono strofinate dalle rondini sugli occhi non ancora aperti dei piccoli. Il latice caustico aprirebbe i lembi di pelle consentendo ai rondinini di vedere.
Cosi, come ogni giorno provano a fare questi sei ragazzi, nei beni confiscati alla Camorra del rione sanità, attraverso il loro corso di teatro gratuito.
Provano ad aprire gli occhi, le immagini, i sogni, ai piccoli che popolano il quartiere.

“A voce ‘do vico” è il loro dono al Rione Sanità. Non è una semplice rassegna teatrale, é di più, molto di più.
È dialogo, musica, è arte, é bellezza.
Desiderosi di cambiare qualcosa, determinati e fiduciosi, hanno partorito un format che possa donare qualcosa di nuovo e costruttivo al quartiere. La cultura, come mezzo di relazione con il cittadino con cui si rapportano, è per loro la soluzione necessaria, per rendere omaggio alla bellezza di Napoli.
I beni confiscati alla Camorra e affidati alla onlus Opportunity, di cui loro sono parte attiva ed integrante, ricordano le tipiche case napoletane, con i famosi balconi che mille e più volte hanno dato vita a scene cinematografiche e non. È proprio guardando quei due balconi che nasce in loro l’idea di creare un dialogo tra testo e musica, tra voce ferma e voce cantata.
Parole e melodia. Tra i balconcini che da sempre caratterizzano i bassi napoletani, e che sono l’emblema di una città al buio, che decide di affacciarsi sul mondo.
Il format prevede la sua inaugurazione giovedì 30 maggio, e poi si svilupperà in “settembre ‘do vico”, con un appuntamento settimanale per tutto il mese di settembre, con diverse personalità dello spettacolo per creare e riprodurre bellezza, insieme con i cittadini e ai bambini del quartiere, che sono parte integrante del progetto.
La madrina delle parole e della voce ferma, della prima serata di “A voce ‘do vico” sarà Cristina Donadio, attrice e donna meravigliosa, emblema di ricchezza culturale e sociale. Il padrino della melodia sarà Maldestro, il giovane cantante Napoletano che fa tremare i polsi e il cuore; poeta e cantante dalle corde sensibili e coraggiose.
La serata di spettacolo sarà accompagnata dall’intervento a cura di
Murìcena Teatro: una performance di musica elettronica per corpi
teatrali su testi di Viviani, con Marianita Carfora, Raffaele Parisi e
Fulvio Sacco accompagnati dal sound designer Paky Di Maio.

Mai come in questo caso, vale il detto secondo il quale “l’unione fa la forza” . Ed è una forza ispirata alla bellezza, alle testimonianze storiche che la vita lascia ai posteri, a quel senso di umanità euritmica, che si muove all’unisono, armoniosamente, e alla quale apparteniamo tutti, a qualunque latitudine del mondo. L’arte del teatro e della musica .

Il 30 maggio alle ore 19, a via Montesilvano 4-5;
il Rione sanità darà voce al suo cuore e alla sua bellezza, grazie alla compagnia teatrale Putéca Celidònia, in collaborazione con la onlus Opportunity, Murìcena Teatro, Mutamenti/Teatro Civico 14.
A seguire ci sarà uno speciale aperitivo offerto da :
Antica cantina Sepe
Paninoteca JOIK
Tarallificio Esposito
Panificio Cesto Bakery