tribunale nola
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Nola. Sette dipendente del tribunale di Nola rinviati a giudizio per assenteismo, a voler essere precisi per aver violato gli articoli 110 e 55 del decreto legislativo che regolamenta le “Norme generali sull’ordinamento del lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche”.

Si tratta di Giovanni Palladoro, 62 anni residente a Saviano (difeso dall’avvocato Maria Francesca Tripaldi) Ferdinando Casillo 62 anni, originario di Terzigno e residente ad Ottaviano (difeso dall’avvocato Nicola Pellino), Salvatore Esposito, 62 anni di Somma Vesuviana (difesa dall’avvocato Giancarlo Biancardi), Nicola Mazzocchi 63 anni, di Lauro (Avellino) (difeso dall’avvocato Sabato Moschiano), Carmine Annunziata 61 anni di Nola (difesa avvocati Giovanni e Ciro Bianco), Antonio Carella 62 anni di Palma Campania (difeso dall’avvocato Gerardo Parisi) e infine Nicola Federico Montanaro 6 anni di Tufino (difeso dall’avvocato Angelo Pignatelli). L’inchiesta che ha scoperto l’inganno compiuto dagli assenteisti risale all’ottobre del 2012, e fu condotta dal Nucleo Operativo della Compagnia di Nola. I carabinieri riuscirono a stabilire, attraverso le immagini riprese dalla videosorveglianza del tribunale, che i 7 dipendenti, impiegati per lo più nell’ufficio di Cancelleria, risultavano in servizio anche quando in realtà erano altrove. In pratica capitava che passassero il badge che registrava ingressi ed uscite dal luogo di lavoro al posto di altri colleghi, insomma un modo per “coprirsi” a vicenda e rubare in qualche caso appena pochi minuti soprattutto all’entrata la mattina presto (erano in servizio già alle 6,55) in altri casi invece a “guadagnare” fino a sei ore quando uscivano dal lavoro alle 14,30 ed invece risultavano in servizio fino alle 20 di sera. Capitava anche, e anche questo è ripreso dalle telecamere poi passate al vaglio degli inquirenti, che uscissero nel pomeriggio, anche per tre ore di fila, per poi ritornare al loro posto ma risultando al contempo sempre in ufficio. In particolare i carabinieri presero in considerazione i primi giorni dell’ottobre 2012 oggi alla base del processo.
Ad occuparsi dell’inchiesta il sostituto procuratore Maurizio De Franchis e il procuratore capo Paolo Mancuso. L’altro giorno, al tribunale di Nola, si è tenuta l’udienza preliminare al termine della quale il Gup Sebastiano Napolitano ha rinviato tutti a giudizio, fissando il processo per febbraio del prossimo anno. La parte offesa in questo caso è il ministero di Grazia e Giustizia, di cui i 7 sono dipendenti. L’accusa dovrà dimostrare e quantificare i danni, economici apportati al “datore di lavoro”.

DA CRONACHE DEL VESUVIANO DEL 23 MAGGIO

Gabriella Bellini è nata nel 1976 a Tropea (VV), giornalista professionista dal 2003, ha cominciato a lavorare nel 1994 nella redazione giornalistica di Televideo Somma, ha collaborato con Tele Oggi, Il Giornale di Napoli, Il Mattino, il Corriere del Mezzogiorno (dorso campano del Corriere della Sera), Cronaca Vera, Retenews, è stata redattore del settimanale Metropolis (poi diventato quotidiano) e di Cronache di Napoli. Ha condotto un programma di informazione e approfondimento su Radio Antenna Uno. Nel febbraio 2007 ha creato con altri colleghi il sito web laprovinciaonline.info di cui è il direttore. Nel 2009 ha ottenuto il prestigioso riconoscimento all’Impegno Civile del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, destinato ad un giovane cronista che si “sia distinto nel suo lavoro sul tema della diffusione della Cultura della Legalità” ottenendo così il premio nazionale “Per la Cultura della Legalità e per la Sicurezza dei Cittadini”. Nel 2012 il Premio internazionale Città di Mariglianella “Gallo d’Oro” per i “numerosi reportage sui temi della povertà e dell’emarginazione”. Nel 2013 il premio “Città di Saviano, giornata per la legalità” per “L'impegno profuso a favore della promozione e diffusione dei valori della legalità". Nel 2015 menzione speciale “L’ambasciatore del sorriso” per “L’instancabile attività di reporter, votata a fotografare con sagacia le molteplici sfaccettature della nostra società”. Nel 2016 il Premio “Antonio Seraponte” con la seguente motivazione “Giornalista professionista sempre presente e puntuale nel raccontare i fatti politici e di cronaca che interessano la città di Somma Vesuviana e non. In poco più di un decennio a suon di bravura ha ottenuto prestigiosi riconoscimenti per essersi distinta su temi importanti come la diffusione della cultura della legalità, della sicurezza dei cittadini e per l’impegno sui temi della povertà e dell’emarginazione”.