Il Comitato civico contro la delibera di giunta che ‘apre’ all’impianto. Petizione popolare e richiesta consiglio monotematico. I Medici per l’Ambiente: “Rischio salute per le esalazioni tossiche in un area già inquinata”

Camposano – Si è svolto venerdì scorso, presso l’aula consiliare del comune, un seminario informativo dal titolo “No Forno Crematorio – Neanche la morte è a impatto zero”, promosso dal Comitato Civico ‘ No Forno Crematorio’, nato a seguito di una delibera (la n.87 del 26/11/2018 con oggetto: “Atto d’indirizzo al responsabile settore LL.PP. – Realizzazione Forno Crematorio”), con la quale la giunta Comunale di Camposano ha manifestato il proprio interesse e la propria disponibilità alla costruzione di un forno crematorio, tramite project financing, nel perimetro del cimitero comunale. Lo scorso 2 aprile un gruppo di cittadini, allarmati dalla notizia, ha costituito il Comitato “No Forno crematorio a Camposano”, un comitato spontaneo, volontario e apolitico, con lo scopo di opporsi alla delibera e ad ogni progetto di costruzione di un tempio crematorio.

“Il Comitato Civico nasce anche dall’idea – ha dichiarato il presidente Gavino Angelillo – che un’amministrazione, quando si appresta a deliberare, seppur legittimamente, un provvedimento di una portata tale da avere una forte ricaduta sull’intera comunità, dovrebbe fare in modo che la stessa disposizione venga discussa e condivisa dalla stessa comunità attraverso strumenti di consultazione partecipativa”. Al seminario sono intervenuti Gennaro Esposito, presidente Isde sezione ‘Nola-Acerra’, Antonio Marfella, Presidente Isde Napoli e oncologo presso l’Istituto Pascale, Gennaro Allocca, presidente del Comitato Civico ‘Respiriamo Pulito’ di Roccarainola, con la moderazione di Gavino Angelillo, presidente de Comitato ‘No Forno Crematorio a Camposano’. Nell’introduzione sono stati illustrati i motivi della costituzione del comitato e lo scopo della sua azione: far ritirare immediatamente la delibera di giunta che ‘apre’ alla costruzione di un formo crematorio ad alto impatto ambientale, con correlati rischi alla salute.

“Per questo – ha chiarito Angelillo – in una prima fase favoriremo un attento ascolto della comunità e una costruttiva informazione condivisa con la stessa e successivamentepromuoveremouna raccolta firme per lanciare una petizione popolare allo scopo tanto di chiedere un Consiglio Monotematico sul tema, quanto di poter agire in autotutela per annullare la delibera”. Nel suo intervento il dottor Gennaro Esposito, presidente ISDE sez. ‘Nola-Acerra’, ha articolato il proprio intervento leggendo e commentando un documento ISDE sull’inquinamento causato dall’attività di cremazione delle salme, nel quale vengono riportati i gravi effetti dell’immissione in atmosfera di metalli pesanti (in particolare del mercurio, presente nell’amalgama dentale dei cadaveri) sulla salute umana, oltre che’ di altre numerose sostanze pericolose (diossine, furani, pcb e idrocarburi policiclici aromatici) sprigionate dalla combustione ad alte temperature delle stesse. Il tutto in un territorio, come quello dell’area nolana, già soggetto ad un severo rischio ambientale e di salute, testimoniato dai livelli record di polveri sottili della centralina di San Vitaliano e dai roghi di rifiuti tossici sempre presenti. Il Dott.Antonio Marfella, oncologo, tossicologo e presidente Isde di Napoli, nel suo veemente intervento, ha suscitato emozione tra la folla accorsa.”La medicina di oggi ha rinunciato alla sua origine ippocratica: si occupa solo della cura, ma non della prevenzione. Le malattie non possono essere solo curate a ormai costi insostenibili, ma vanno obbligatoriamente prevenute avendo cura della tutela dell’ambiente e del lavoro. E’ quindi necessario creare le condizioni per uno sviluppo realmente sostenibile e non sostenibile soltanto a chiacchiere, favorendo insediamenti industriali senza alcun tipo di controllo”. Ha poi toccato il discorso etico della morte e della cremazione, invitando i cittadini a mobilitarsi per combattere ogni forma di inquinamento.

“Cosa può fare la politica di fronte a una situazione di allarme come questa? Noi come medici non dobbiamo consentire alla politica di non agire nascondendosi dietro la mancanza di dati certi. Politica e Industria devono mobilitarsi per tutelare l’ambiente e la salute molto prima che arrivino questi dati. Si devono appellare al <>. Basti pensare alla connessione tra l’aumento dei casi di autismo e la presenza di mercurio nell’aria che viene sprigionata soprattutto dalla combustione di un corpo con otturazione dentale. Tutto questo è legato palesemente all’inquinamento ambientale che influisce sul nostro patrimonio genetico modificandolo. Bisogna prendere al più presto decisioni cominciando dal corretto uso o dalla limitazione di queste pratiche di smaltimento, come anche la combustione del corpo”.

Nel corso della conferenza ha preso la parola la Professoressa Iacomino, presidente del comitato “Salute pubblica di Tufino”, la quale ha testimoniato quanto sia importante unirsi e manifestare insieme ai cittadini per ottenere importanti vittorie contro il business delle discariche e dei forni crematori, sottolineando l’importanza di fare informazione e di coinvolgere i medici, e come sia possibile attraverso il ricorso al T.A.R. opporsi agli atti emessi a dispetto della salute pubblica. Giovanni Ferraro, una voce di Taurano, che ha parlato della sua battaglia e di quella degli altri paesi limitrofi contro il forno crematorio di Domicella, testimoniando che bisogna andare avanti contro ogni forma di delinquenza.

Gennaro Allocca, presidente del Comitato Civico “Respiriamo Pulito” di Roccarainola, il quale parlando da padre e da nonno, prima ancora che da ambientalista, ha lanciato un emozionante monito volto ad incitare i presenti a combattere per la propria salute e soprattutto per la salute dei bambini.“Signori, noi e voi possiamo decidere in qualsiasi momento come ammazzarci, ma i bambini non devono essere toccati! Come faccio a guardare in faccia un mio nipotino mentre ha una crisi respiratoria e adire bello del nonno mo ti passa, sapendo che non gli passerà?”: parole molto toccanti che hanno suscitato emozione e rabbia nei cittadini. Durante l’incontro, volto dunque a costruire il più democratico dei dibattiti, i cittadini di Camposano, hanno espresso le loro preoccupazioni, bisogni informativi e interrogativi specifici. Nella circostanza è emerso che la contrarietà a tale progetto, da parte dei presenti, è da ricondurre innanzitutto alle condizioni socio-culturali che contraddistinguono la comunità Camposanese, un paese matriarcale con una modesta estensione territoriale, sufficiente a racchiudere poche ma significative caratteristiche che contraddistinguono l’identità stessa delle persone che vi abitano, con terreni a vocazione agricola e la tradizione per il culto della sepoltura tradizionale e dei cimiteri quali luoghi di riflessione e preghiera e non quali fabbriche di incenerimento. Dunque, la cittadinanza presente si è dimostrata fortemente sfavorevole e preoccupata della costruzione dell’impianto, ritenendolo non utile, oltre ché dannoso per il paese e per l’intero territorio.

”E’ stata una serata utile – ha concluso Angelillo – per capire e discutere sui possibili rischi per la salute pubblica che comporta l’attività di un forno crematorio in un territorio già da tempo martoriato dall’emergenza inquinamento, comune a tutti i paesi della “terra dei fuochi”. Lo scopo era far comprendere ai cittadini i possibili rischi e le varie problematiche connessi all’inquinamento da forno crematorio e, al contempo, favorire una valutazione oggettiva sulla reale opportunità di quest’opera in città”. (UFFICIO STAMPA ISDE MEDICI PER L’AMBIENTE ‘NOLA-ACERRA’ genesp@libero.it).