sabato 22 Febbraio 2020
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Banca popolare di Bari, Assoutenti a difesa degli azionisti

NAPOLI. “Sul caso Banca Popolare di Bari non c’è più tempo bisogna intervenire a tutela di tutti gli azionisti !”.Questo l’esordio del vice presidente Nazionale avv. Gabriele Melluso sulla vicenda. Come noto, la Banca d’Italia, con decisione del 13 dicembre 2019 ha disposto lo scioglimento degli Organi con funzioni di amministrazione e controllo della Banca, e la sottoposizione della stessa alla procedura di amministrazione straordinaria, ai sensi degli articoli 70 e 98 del Testo Unico Bancario, in ragione delle ingenti perdite patrimoniali. Tra le tante questioni poste sul tavolo dei commissari, la più rilevante è sicuramente quella della perdita del valore delle azioni del Gruppo: da un prezzo di acquisto di €. 9,53, si è arrivati ad un valore di €. 2,38 per azione, una perdita del 75% che non è comunque sufficiente a consentire agli investitori di ritirare il capitale residuo, dato che il titolo risulta ad oggi non negoziabile. Ancora sul punto, il vice presidente nazionale “Per questo motivo Assoutenti Campania sta lavorando al fine tutelare tutti gli azionisti, da un lato aprendo un tavolo di conciliazione con l’istituto bancario e dall’altro far accertare l’illegittimità della condotta della banca, con conseguente ristoro del capitale impiegato dai risparmiatori, attraverso il ricorso all’Arbitrato delle Controversie Finanziarie presso la Consob. L’obiettivo è quello di recuperare l’intero importo e di ottenere il risarcimento del danno subito. Il presidente regionale Roberto Capasso “I nostri esperti avvocati sono a disposizione della platea degli azionisti per fornire tutela nei confronti della Banca Popolare di Bari”. Infine, il nostro esperto avv. Claudio Liguori “Le azioni sono state vendute a tutti i tipi di clienti: dal giovane laureato al pensionato, dalla massaia all’imprenditore. Nella maggior parte dei casi i questionari di profilatura non riportavano risposte compatibili con il profilo di investitore. Da ciò è inevitabilmente conseguito l’inadempimento degli obblighi dell’intermediario in termini di informazione e valutazione di appropriatezza dell’investimento. Stiamo proponendo ricorsi all’ACF per accertare il diritto degli azionisti al ristoro del danno subito.”

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