I social sono un ottimo strumento di connessione con il mondo ma spesso sono anche uno strumento utilizzato per i malintenzionati, fake, troll e leoni da tastiera.

Il 10 febbraio scorso, una consigliera comunale di Vinci, provincia di Firenze, originaria di Palermo, Amalia Chiovaro, attivista dellArci, ha subito insulti ed incitamento allo stupro da un profilo già oscurato “Carlo De Carli”. Una fotografia. E poi una minaccia di stupro, corredata da una foto: “La andiamo a prendere e la stupriamo?”. L’attacco, secondo l’autore del post, sarebbe partito perché Amalia Chiovaro negherebbe le foibe. Il profilo e il messaggio sono spariti, presumibilmente, perché segnalati da altri utenti facebook. Si pensa si tratti di profilo falso, un fake, creato apposta per lanciare attacchi contro qualcuno, prima dell’oscuramento di facebook, su questo profilo venivano pubblicate foto di persone accusandole di negare le foibe.  Il Comune ha denunciato l’accaduto e il Sindaco di Vinci informerà il prefetto di Firenze.

Numerose le dichiarazioni di solidarietà per Amalia Chiovaro, su facebook.

Laura Boldrini. “Amalia sono con te, continua a testa alta il tuo lavoro e denuncia questo vigliacco!”.

Maurizio Acerbom segretario nazionale del Partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europeam ha scritto sul social. “Non sono da sottovalutare queste espressioni di odio e violenza fascista e sessista” sottolinea l’ANPI. Massima solidarietà alla nostra compagna Amalia Chiovaro, consigliera comunale di Vinci Un oscuro personaggio su facebook ha postato la foto di Amalia con questa frase: “una cagna dell’ANPI che nega le foibe. La andiamo a prendere e la stupriamo?” Non sono da sottovalutare queste espressioni di odio e violenza fascista e sessista. Ricordiamo che in questo paese personaggi di estrema destra – poi definiti squilibrati – sono stati protagonisti di aggressioni, tentate stragi e anche omicidi. Questo personaggio potrebbe essere dunque anche concretamente pericoloso. E comunque va individuato e sanzionato. L’hate speech tipico del web, viene rivolto contro Amalia in quanto donna, in quanto compagna, in quanto antifascista dell’ANPI. Quelle parole ignobili sono anche conseguenza del clima che si respira nel paese anche a seguito delle operazioni di revisionismo storico e diffusione del più becero anticomunismo che costituiscono un terreno assai fertile per i rigurgiti neofascisti. Come Partito della Rifondazione Comunista invitiamo le forze dell’ordine ad agire per l’immediata individuazione di questo figuro e tutte le forze democratiche, i movimenti e le istituzioni ad essere al fianco di Amalia. Nessuna persona deve sentirsi in pericolo in questo paese”.