SANT’ANASTASIA. Risponde alle nostre domande il candidato sindaco Lello Abete (Fare Futuro, Cuore Anastasiano, Noi per Lello Abete, Insieme per costruire, Sviluppo e Territorio, Sant’Anastasia al Centro).

Abete è il sindaco uscente di Sant’Anastasia. Sindacalista UIL è padre di Roman ed è sposato con Carmela da 25 anni. È in politica fin da ragazzo ed ha ricoperto, prima di diventare per la prima volta sindaco nel 2014, la carica di Presidente del Consiglio dal 2007 al 2013. Concorre alle elezioni comunali con sette liste civiche, eterogenee, ma tutte di estrazione moderata e democratica: una coalizione che raccoglie anime di centrodestra e centrosinistra, ma che con esperienza e buonsenso si propongono di amministrare il paese sulla strada già intrapresa nel 2014.

1)Perché la scelta di candidarsi sindaco?
La mia scelta di ricandidarmi, nasce dalla consapevolezza di aver operato con buonsenso e nell’interesse della comunità: sono convinto che ci sia bisogno di un voto di continuità per poter portare avanti tutti i progetti in cantiere, che sono numerosi, e che solo con una macchina amministrativa ben consolidata possono vedere la luce. Sant’Anastasia ha bisogno di armonia, di stabilità, di decoro, di sinergie fruttuose e prospettiche, quello che abbiamo creato in questi anni.

2) Edilizia scolastica, alla luce dei nuovi fatti accaduti e delle aule inagibili alla scuola media De Rosa, come intende procedere qualora gli anastasiani la decreteranno sindaco?
In merito alle scuole la mia Amministrazione ha fatto scelte di coraggio, probabilmente intraprese da nessuno: abbiamo chiuso il Plesso Sodani quando ci siamo resi conto che fosse in pericolo l’incolumità dei ragazzi; le condizioni di quella scuola erano precarie e non abbiamo esitato un solo istante nel collocare le aule in un altro plesso. È stata una scelta impopolare, ma assolutamente dovuta. Proseguiremo in questo senso: la sicurezza dei ragazzi al primo posto, ma la scuola è anche e soprattutto altro. In accordo con le dirigenti scolastiche, alle quali va il mio ringraziamento, continueremo la rivoluzione culturale del paese proprio tra i banchi di scuola, con proposte formative che guardino oltre la crescita scolastica, ma che formi i nostri ragazzi anche per la vita.

3) Quali sono gli obiettivi per le periferie?
Io non amo chiamarle periferie, ogni luogo ha la sua importanza: è periferica la sua posizione rispetto al centro, ma il “centro” della periferia deve divenire cuore pulsante, un riferimento socioeconomico importante per i cittadini che vi abitano. Difatti, la nostra attenzione per i quartieri Starza/Ponte di Ferro e Romani è nota a tutti: da lì siamo partiti ed in queste zone si registrano le ultime opere realizzate, alcune ancora in cantiere come la passerella pedonale di via Pomigliano e la riqualificazione di via Eduardo De Filippo: possono dire lo stesso di noi, della nostra presenza, a via Macedonia, via Archi Augustei, via delle Gemme, via San Martino e tantissime altre strade cui abbiamo assicurato servizi che – sottolineo – vergognosamente non avevano ancora, nel ventunesimo secolo.
Proseguiremo sulla strada intrapresa, con progetti che mirano alla centralità socioeconomica di veri e propri quartieri complementari al centro del paese: delocalizzando servizi, rafforzando le infrastrutture secondarie, dando vita ad un vero e proprio polo sportivo, dopo quello etno/gastronomico istituito con l’Università dei Gusti e dei Sapori che insiste su via Boccaccio che ha ridato lustro e prestigio alla zona.

4) Le associazioni e i ragazzi diversamente abili, per motivi logistici, sono stati trasferiti nella biblioteca comunale, nel suo programma è prevista una ricollocazione in una struttura idonea alle loro esigenze e soprattutto attrezzate?
Personalmente non ho raccolto perplessità o disservizi da parte delle associazioni che oggi insistono nella biblioteca comunale: la nostra cooperazione con le associazioni di scopo e di utilità sociale è nota a tutti, in questi anni, soprattutto grazie all’impegno profuso dall’assessore Rossella Beneduce, abbiamo ridato nuova linfa alla sinergia tra Ente ed Associazioni, le quali hanno sempre avuto un braccio teso da parte nostra e sono convinto che si crescerà in tal senso: porgo l’occasione per ringraziare tutte le associazioni presenti sul territorio per tutto ciò che hanno fatto in questi anni. Permettetemi di ringraziare anche la Protezione Civile, la croce rossa e tutti i volontari che in questi anni ci hanno accompagnato con abnegazione e passione. La cultura, invece, è un punto cruciale per la crescita di una comunità: con l’accorpamento nella biblioteca di aule studio e di associazioni, abbiamo cercato di creare un polo per studenti ed associati che favorisca una coesione tra chi studia e chi opera sul territorio; la biblioteca prima non era tale, non offriva nessuna proposta culturale alla comunità e c’era bisogno di sfruttare meglio quello spazio.

5) Nel nostro paese manca un “ufficio cultura” e spesso gli studenti sono costretti a rinunciare l’idea di realizzare una tesi sulla propria terra nonostante sia ricca di storia, cultura e tradizioni perché mancano organi specifici in supporto nelle loro ricerche etnoantropologiche, si può sperare in futuro di avere tale servizio?
Nel nostro programma è presente un progetto di promozione culturale e soprattutto ambientale: sono convinto infatti che dovrà essere dato massimo risalto a tutte le opportunità per un settore fondamentale per l’area vesuviana. La nostra cultura è proprio questo, strettamente collegata alla nostra territorialità, fatta di storia e di prodotti: promuovere fiere e sagre per la pubblicizzazione dei prodotti locali; incentivare l’agricoltura e le attività agrarie tendendo una mano soprattutto a quelle attività imprenditoriali sane, consentendo la realizzazione di nuovi locali commerciali e fornendo loro infrastrutture viarie adeguate; creazione della settimana della cultura comunale, con convegni e visite guidate alla scoperta della città e informazione sulle attività del comune; istituzione del Forum della Cultura, al quale parteciperanno associazioni operanti nel settore; promozione di educazione e formazione sulle buone pratiche ambientali, con il coinvolgimento, in tal senso, di scuole, associazioni e cittadini.

6) Quali sono i progetti per lo sport?
Come ribadito a più riprese in alcuni degli incontri in cui abbiamo presentato il nostro programma, nelle nostre priorità c’è la costruzione di una pista di atletica presso il già esistente campo sportivo di Via Romani, la realizzazione di fronte allo stadio comunale di un Palazzetto dello Sport con piscina così da far diventare quell’area una cittadella dello sport con piscina; la collaborazione con associazioni sportive per la promozione delle discipline atletiche sul territorio, con anche la creazione di tariffe direttamente proporzionali al reddito; la diffusione della cultura sportiva anche attraverso la realizzazione di piste ciclabili, percorsi trekking.

7) Con quali criteri sceglierà gli assessori che formeranno la sua squadra di governo?
Ho le mani libere, e con questo vorrei rispondere a chi mi accusa di non riuscire a gestire le eventuali velleità dei miei alleati, ma prima di tutto vorrei ricordare che in questi cinque anni, con una squadra meno “numerosa” ho gestito situazioni sicuramente meno semplici, riuscendo a percorrere sempre la strada dell’equilibrio; sono più che sereno, chi ci accompagna in questo cammino ha le idee chiare come le ho io in merito alla composizione della squadra: ognuno avrà spazio, e sarà scelto, in ogni momento, il merito. Ci metterò pochissimo, come già detto, a formare il mio esecutivo. Ma soprattutto riuscirò a garantire, in ogni momento, stabilità.

8) In caso di ballottaggio continuerà a correre da solo oppure è propenso ad accordi con i competitor fuori dalla fase finale?
Abbiamo fatto una scelta di campo, chi ha aderito al nostro progetto lo ha fatto con trasparenza e disinteresse, dopo aver vagliato altre strade percorribili ed alla luce del sole: eppure, nonostante tutto, è stato additato di stare con noi per chissà quale astruso motivo. La gente ci apprezza perché amiamo il dialogo, “costruiamo” sulla base di un percorso da condividere, lungo il quale amiamo confrontarci ed arricchirci. Tuttavia, la nostra scelta l’abbiamo fatta, in tutta tranquillità: la nostra squadra è questa.

9) Nei primi 100 giorni di mandato, quali saranno le priorità?
Nei primi 100 giorni di Governo della Città, ci proponiamo di completare la riqualificazione e della stazione Circumvesuviana di Madonna dell’Arco, compreso il servizio di biglietteria e la creazione di una piccola struttura ricettiva. Il progetto già ampiamente avviato, sostenuto e condiviso in Regione Campania e con l’Eav è già in avanzata fase di concretizzazione; avviare il progetto De.Co. (denominazione comunale) volto a promuovere le aziende del territorio attive nel settore della ristorazione e dell’enogastronomia attraverso un marchio riconosciuto di tutela dell’identità e della valorizzazione locale. Il progetto De.Co. sarà funzionale ad attivare sinergie con la Regione Campania anche al fine di utilizzare fondi europei per la valorizzazione delle eccellenze territoriali; attuare un progetto Comune Sant’Anastasia/Regione Campania anche con l’utilizzo di fondi europei e denominato “Borghi del Gusto e degli antichi mestieri”: sarà prevista l’apertura di uno Sportello informativo sui bandi Ue, i fondi europei ed i fondi statali e regionali disponibili.

10) Perchè gli anastasiani dovrebbero votarla?
Chiedo un voto sulla base della continuità: se ritenete che la strada dell’armonia, della serietà, della competenza, della trasparenza, della disponibilità e dell’onestà, intrapresa e percorsa in questi anni, sia meritevole di una riconferma, non ci sono altre strade. Se ritenete che ridurre il debito dell’Ente, realizzare secondo possibilità e non gravare su voi contribuenti, dare attenzione a tutti i quartieri, essere disponibili 365 giorni l’anno in un Palazzo di vetro, quale è divenuto il comune negli ultimi anni, sia meritevole di una riconferma, ribadisco che non ci sono altre strade, oltre la nostra. Io non vi prometto, vi giuro che dal 28 maggio saremo al lavoro ancora più determinati, coesi, compatti di prima.