De Martino, Somma lo snobba al Vomero un largo intitolato

SOMMA VESUVIANA. Una battaglia che continua da anni, Somma Vesuviana la città in cui Francesco de Martino passò anni importanti, a cui era molto legato lo ha snobbato, domani invece a Napoli gli sarà intitolato un largo.

A Somma i consiglieri comunali di maggioranza hanno bocciato l’ipotesi di intitolargli piazza Vittorio Emanuele III dopo un primo sfregio di anni fa in cui la piazza principale della città gli fu prima intitolata e poi “strappata”. Domani al Vomero, in via Aniello Falcone (all’altezza del civico 262) l’intitolazione con una targa su cui sarà scritto: “Francesco de Martino – Giurista Storico Statista”. Alla cerimonia sarà presente, oltre al presidente emerito della Corte costituzionale Francesco Paolo Casavola anche il figlio Guido ex senatore, che fu rapito il 5 aprile 1977, nel pieno degli anni di piombo venne rapito a Napoli suo figlio Guido, che rimase prigioniero per 40 giorni. Per la sua liberazione i rapitori chiesero un riscatto di un miliardo di lire che venne raccolto con una colletta.

Somma e il suo rapporto con de Martino.
Si tratta di una delle figure più importanti del socialismo italiano, docente di Storia del diritto romano, fu segretario del Partito socialista italiano a più riprese tra il 1963 e il 1976, a Somma Vesuviana visse anni importanti. In particolare nel 1943 lui si iscrisse al Partito d’Azione, diventandone a Napoli uno dei principali animatori. “Sono mesi molto difficili e incerti”, si legge in una sua biografia, “perché le organizzazioni democratiche agiscono ancora in stato di clandestinità. Con l’8 settembre e l’Armistizio poi la situazione si fa ancora più drammatica. DM, che è diventato padre da alcune settimane di due bambini, ripara a Somma Vesuviana, dove organizza azioni di sabotaggio contro i nazisti”. Nel 1971 fu il candidato delle sinistre alla presidenza della Repubblica venendo battuto dal pomiglianese Giovanni Leone. Per lungo tempo fu il segretario nazionale del PSI. Nel 1991 fu nominato senatore a vita dall’allora presidente della Repubblica Francesco Cossiga, per “aver illustrato la patria con altissimi meriti nei campi civile, letterario, scientifico”.

Gabriella Bellini è nata nel 1976 a Tropea (VV), giornalista professionista dal 2003, ha cominciato a lavorare nel 1994 nella redazione giornalistica di Televideo Somma, ha collaborato con Tele Oggi, Il Giornale di Napoli, Il Mattino, il Corriere del Mezzogiorno (dorso campano del Corriere della Sera), Cronaca Vera, Retenews, è stata redattore del settimanale Metropolis (poi diventato quotidiano) e di Cronache di Napoli. Ha condotto un programma di informazione e approfondimento su Radio Antenna Uno. Nel febbraio 2007 ha creato con altri colleghi il sito web laprovinciaonline.info di cui è il direttore. Nel 2009 ha ottenuto il prestigioso riconoscimento all’Impegno Civile del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, destinato ad un giovane cronista che si “sia distinto nel suo lavoro sul tema della diffusione della Cultura della Legalità” ottenendo così il premio nazionale “Per la Cultura della Legalità e per la Sicurezza dei Cittadini”. Nel 2012 il Premio internazionale Città di Mariglianella “Gallo d’Oro” per i “numerosi reportage sui temi della povertà e dell’emarginazione”. Nel 2013 il premio “Città di Saviano, giornata per la legalità” per “L'impegno profuso a favore della promozione e diffusione dei valori della legalità". Nel 2015 menzione speciale “L’ambasciatore del sorriso” per “L’instancabile attività di reporter, votata a fotografare con sagacia le molteplici sfaccettature della nostra società”. Nel 2016 il Premio “Antonio Seraponte” con la seguente motivazione “Giornalista professionista sempre presente e puntuale nel raccontare i fatti politici e di cronaca che interessano la città di Somma Vesuviana e non. In poco più di un decennio a suon di bravura ha ottenuto prestigiosi riconoscimenti per essersi distinta su temi importanti come la diffusione della cultura della legalità, della sicurezza dei cittadini e per l’impegno sui temi della povertà e dell’emarginazione”.