NAPOLI. Europee, militanti del Pd contro le modalità di presentazione delle liste. Mettono nero su bianco in un documento tutta l’amarezza e la propria contrarietà al metodo e ai modi utilizzati per la composizione delle liste per le prossime europee di fine maggio.

Lavoratori precari, operai, giovani professionisti, militanti che il 25 maggio prossimo voteranno il solo simbolo del Partito Democratico senza esprimere alcuna preferenza.  Carmen Abazia , pasionaria operai della Fiat di Pomigliano,  Gennaro Prisco, Luigi Antignani, Biagio D’Aniello, Arturo D’Auria , Rosa Barone, Mariangela D’Auria, Maddalena D’Onofrio, Salvatore D’Onorio, Emilia Rosaria Guadagni, Rosella Mattiello, Sofia Montano, Artur Spiezia, i firmatari del documento “Doveva essere la svolta buona”.  “La battaglia per il cambiamento reale – si legge nel testo – subisce ancora una volta una battuta d’arresto. E stavolta con la responsabilità colposa di chi quel cambiamento lo ha brandito come vessillo nell’ultima competizione congressuale, di chi voleva cambiare verso al Partito, all’Italia e all’Europa”.

Vanno giù duro i democratici firmatari del documento per quanto riguarda la composizione della lista al Sud e in particolar modo guardando alla Campania: “La modalità con cui si è arrivati alla definizione delle liste elettorali, in particolare per la Campania e la Circoscrizione Sud, rappresenta la negazione del valore della partecipazione; il disconoscimento dei principi costitutivi del Pd, il tradimento di una rottamazione che doveva essere prima di tutto dei metodi e dei riti di una stantia politica. Oltre al metodo delude fortemente la composizione della lista. Di certo non si tratta di volti nuovi e non si tratta nemmeno di una lista che arruoli le energie migliori che la Campania e il Sud ha e può offrire al Partito Democratico. Ancora una volta l’apparato la fa da padrona. Stravince come da peggiore tradizione politica la spartizione delle candidature tra le varie arie politiche. Non è questo il cambiamento che chiedono i cittadini Non è questo il cambiamento che ci saremmo aspettati. Alle logiche di spartizione avremmo preferito quelle di condivisione. Alle modalità esclusive quelle inclusive. Agli approcci leaderistici metodi realmente partecipativi. Avremmo voluto vedere tutelati e valorizzati i tanti militanti che ogni giorno si impegnano nei circoli con costanza e passione per il bene dei propri territori. La delusione e l’amarezza per le modalità di costituzione delle liste non ci impediranno di impegnarci nella campagna elettorale. Andremo alle urne votando e invitando a votare solo il simbolo senza esprimere alcuna preferenza”.

Carmen Abazia,  Gennaro Prisco, Luigi Antignani, Biagio D’Aniello, Arturo D’Auria, Rosa Barone, Mariangela D’Auria, Maddalena D’Onofrio, Salvatore D’Onorio, Emilia Rosaria Guadagni, Rosella Mattiello, Sofia Montano, Artur Spiezia.