Vernissage venerdì 15 marzo alle ore 20:00. Interverranno Bartolomeo Di Giovanni (Theo John), poeta e filosofo e il consigliere della città metropolitana di Napoli, Francesco Iovino.

Fuori Controllo é il titolo della mostra che si terrà presso l’archivio storico di Palazzo Allocca a Saviano dal 15 al 30 marzo 2019. Perché fuori Controllo? Perché la kermesse artistica prende nome in correlazione ad uno scompenso neurologico di cui l’Artista che esporrà le proprie creazioni é affetto. La sindrome di Gilles de la Tourette o semplicemente sindrome di Tourette non molto nota, é un disturbo neuropsicologico ossessivo compulsivo che colpisce l’emisfero sinistro del cervello quello preposto ai freni inibitori, che comporta tic facciali e/o corporali con consequenziale turpiloquio che costringe l’individuo a l’incoercibile pulsione a proferire parole scurrili o imbarazzanti, coprolalia o ecoprassia.

Ed é appunto questo “squilibrio” che l’artista napoletano classe 76 residente ad Arzano periferia difficile situata nella area a nord di Napoli, mette in mostra. Il suo vomitare dissenso sulle tele, il suo riscatto agognato per troppi anni. Nelle sue rappresentazioni pittoriche sono raffigurati i mille sguardi e gli innumerevoli volti pregiudizievoli e giudicanti che sin da giovane lo hanno accompagnato nel suo percorso evolutivo ed artistico. Questo sguardo dicotomico che mette a dura prova l’osservatore costringendolo a riflettere.

Dicono di lui; “Le esposizioni del Troise sono le uniche dove il fruitore oltre a guardare le opere viene a sua volta osservato dalle stesse…” Ritenuto l’Artista del disagio appunto per il motivo che i suoi lavori raffigurano il pregiudizio ed il preconcetto subito sulla propria pelle, ma che di riflesso quello che vive la società nei confronti di qualsiasi forma di anomalia o diversità. Le sue forti cromie di colori accesi e le forme sofferenti, lasciano intravedere ĺ’enorme disagio a cui é andato incontro. Quegli sguardi sdegnosi non sempre clementi pronti a redarguire ogni qualvolta si presentasse uno scivolone grammaticale. E’ questo non controllare che rende la pittura del Troise vera ed originale, senza filtri priva di condizionamenti didattici.

Tralasciando volentieri tecnicismi e regole accademiche, si spinge ad urlare contro le superfici da dipingere tutto il turbamento esistenziale. É tutto rappresentato in quelle forme affaticate e quei toni accesi. Un paradosso di vita, da una parte il dramma ed il coraggio con cui vive e reagisce ai colpi inferti dalla sua scomoda inquilina, dall’altra la sua grande motivazione artistica e l’ ottimismo innato che lo ha aiutato ad affrontare il tortuoso tragitto, come fosse una forma di espiazione terrena.