mercoledì 19 Febbraio 2020
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I fratelli Gallo in scena al Summarte con “E’ tutta una farsa”

SOMMA VESUVIANA. Una famiglia di artisti quella dei Gallo che vedremo in scena il 30 ottobre al teatro Summarte di Somma Vesuviana.

Il capostipite Nunzio compianto cantante e attore napoletano, i figli Gianfranco e Massimiliano non hanno deluso le aspettative interpretando, negli ultimi anni, ruoli di successo sia in fiction tv che sul grande schermo e a seguire le orme il nipote Gianluca Di Gennaro che nonostante la giovane età si è fatto notare per ruoli in fiction piaciute molto al pubblico come “Il clan dei Casalesi” o il film tv “L’oro di Scampia”, ma non soltanto anche lui ha un notevole curriculum e con loro in scena a Somma ci sarà anche Bianca la figlia di Gianfranco nell’opera scritta e diretta proprio dal padre.
Reciteranno in “E’tutta una farsa” la cui ispirazione ci siamo fatti raccontare proprio dal regista. “La Tradizione a volte viene spacciata per immobilismo culturale e vista come un corpo morto, mentre è esattamente il contrario”, spiega Gianfranco, “Tradizione viene da Trans e Dare dunque vuol dire trasmettere. Per trasmettere bisogna conoscere il passato, il presente e immaginare un futuro , per cui , chi fa tradizione non è il custode di un morto né un imbalsamatore ma è più che altro un Medium”. Da qui la sua voglia di reinterpretare e andare avanti nell’arte. “Il mio Teatro apparentemente classico, voglio definirlo un Teatro di “Oltradizione”, che viene dall’Oltre ed è diretto ad Oltre”, aggiunge Gallo, “Riscrivo tutto e svelo cio’ che dal passato deriva e che si è trasformato e trasmesso fino a me per andare oltre me . Non riuscirei a imbalsamare Petito, io lo rivelo come calco del volto di Totò, di Troisi e di tanti altri. Per il resto c’è il Museo. Da sempre la rappresentazione teatrale mi affascina per la sua unicità, per la sua esistenza negata sera dopo sera , per le sue ceneri disperse durante il rituale collettivo, per il miracolo che compie attraverso la sintesi attore/autore e pubblico, sintesi che crea ciò che è e che sarà irripetibile: un mondo che ad ogni finale si nega agli spettatori, agli attori e all’autore che vi avevano trovato rifugio. Il Teatro napoletano di tradizione che preferisco rimodellare dunque, proprio per questi motivi, è quello della farsa, dei Petito, della maschera, del travestimento, dell’invenzione, del corpo, dell’effetto, della mutazione, della scomparsa. A mio parere due sono le linee discendenti dal nobile Teatro comico di tradizione napoletana: quella della Commedia dell’Arte e quella del testo scritto. La prima derivante addirittura dalle atellane , l’altra, proveniente dalla prima, ma codificata e modificata da Eduardo Scarpetta con la messa in scena di testi che poco o nulla lasciavano all’improvvisazione e con l’abolizione della maschera per la creazione di personaggi più reali seppur ancora proiezioni evidenti dei tipi fissi della commedia dell’Arte stessa. Per dirla in breve, nel Teatro comico di Napoli, c’è chi, da sempre, segue la strada di Petito (una delle figure più importanti del teatro napoletano dell’Ottocento, attore e drammaturgo, i suoi testi furono riscoperti e rilanciati da Raffaele Viviani, ndr) e chi quella di Scarpetta o chi ne fa un mix. Un manifesto abbastanza recente della Commedia dell’Arte furono i comici del Varietà, del Cafè Chantant, dell’avanspettacolo e cioè i Maggio, Nino Formicola, Aldo Tarantino, il grandissimo Totò , forse anche in parte il primo Troisi con la Smorfia, i Giuffrè e tantissimi altri. In linea diretta e non , invece, sono seguaci della riforma scarpettiana, intesa come regola per rappresentazioni con aderenza più o meno precisa ad un testo scritto, i De Filippo, il Viviani delle commedie, gli stessi critici del teatro di Scarpetta, Di Giacomo e Bracco fino a Ruccello e tutti i nuovi drammaturghi napoletani. Ho scelto di unire le due scuole, quella di Petito per le trame da me intrecciate di due suoi lavori : la famosa ‘Na campagnata e tre disperate ed Inferno , Purgatorio e Paradiso e quella di Scarpetta, perché il mio testo originale e preciso obbliga gli attori ad una “regola”. Le invenzioni ci saranno anche sera per sera ma come dei pit stop segnati e già previsti dal testo scritto. Niente di morto, niente di vecchio, solo antico e vivo. Nel mio spettacolo che tiene d’occhio la comicità senza confini, antichi commedianti incontreranno le loro proiezioni, Troisi si vestirà da Petito, Totò incrocerà Pulcinella, i baffi dei De Rege divideranno il palco con quelli della maschera fissa creata da Groucho Marx per similitudini colte e naturalmente involontarie, insomma la commedia dell’Arte metterà la sua maschera invisibile al teatro e a quel cinema comico frequentato dai suoi eredi, come un numero su un uccello migratore, per rintracciarne la provenienza. Groucho Marx come il Troisi de La Smorfia entrano ed escono dal mio gioco su Petito senza alcuna anomalia. Un mondo di maschere in cui la maschera non ci sarà , non sarà necessaria in un Teatro potente quanto più nudo. Antonio Petito, che è stato il Pulcinella più famoso della Storia, è secondo me il vero assassino di Pulcinella. Le sue farse sono talmente dirompenti nell’invenzione e nella vis comica, che possono fare a meno di essere storicizzate, vestite e mascherate, sono già oltre quel che rappresentarono. Possono scorrere come un inarrestabile magma fino ad invadere anche i testi scritti e intoccabili. Petito esplorinventore di un Teatro comico possibile, giunge fino agli inamidati lavori di Curcio ed io mi diletto a segnarlo con la riga blu. La scenografia rappresenta una grande maschera di Pulcinella che si apre e si chiude , che genera e fagocita gli attori, una grande maschera simbolo di un’ intera genìa di teatranti”.

Personaggi e interpreti
(in ordine di apparizione)

Primo Tempo
Pilupì ………………………………………….Arduino Speranza
Mullechella …………………………………Anna De Nitto
Totonno ‘o bellu guaglione…………..Francesco Russo
Giovanni Scopetta…………….……….. Massimiliano Gallo
Picchio Pellecchia…………………….…Gianluca Di Gennaro
Felice Pasqua……………………………..Gianfranco Gallo
Teresa……………………………………… Bianca Gallo

Secondo Tempo
Felice Pasqua…………………………… Gianfranco Gallo
Giovanni Scopetta……………………..Massimiliano Gallo
Teresa……………………………………….Bianca Gallo
Donna Rosa……………………………….Ursula Muscetta
Totonno ‘o bellu guaglione……….Francesco Russo
Picchio Pellecchia…………………….Gianluca Di Gennaro
Zio Trufolo……………………………….Arduino Speranza

Teatro Summarte il 30 ottobre ore 21 per info e prenotazioni 081/3629579 393 5667597 www.summarte.it

Gabriella Bellini
Gabriella Bellini è nata nel 1976 a Tropea (VV), giornalista professionista dal 2003, ha cominciato a lavorare nel 1994 nella redazione giornalistica di Televideo Somma, ha collaborato con Tele Oggi, Il Giornale di Napoli, Il Mattino, il Corriere del Mezzogiorno (dorso campano del Corriere della Sera), Cronaca Vera, Retenews, è stata redattore del settimanale Metropolis (poi diventato quotidiano) e di Cronache di Napoli. Ha condotto un programma di informazione e approfondimento su Radio Antenna Uno. Nel febbraio 2007 ha creato con altri colleghi il sito web laprovinciaonline.info di cui è il direttore. Nel 2009 ha ottenuto il prestigioso riconoscimento all’Impegno Civile del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, destinato ad un giovane cronista che si “sia distinto nel suo lavoro sul tema della diffusione della Cultura della Legalità” ottenendo così il premio nazionale “Per la Cultura della Legalità e per la Sicurezza dei Cittadini”. Nel 2012 il Premio internazionale Città di Mariglianella “Gallo d’Oro” per i “numerosi reportage sui temi della povertà e dell’emarginazione”. Nel 2013 il premio “Città di Saviano, giornata per la legalità” per “L'impegno profuso a favore della promozione e diffusione dei valori della legalità". Nel 2015 menzione speciale “L’ambasciatore del sorriso” per “L’instancabile attività di reporter, votata a fotografare con sagacia le molteplici sfaccettature della nostra società”. Nel 2016 il Premio “Antonio Seraponte” con la seguente motivazione “Giornalista professionista sempre presente e puntuale nel raccontare i fatti politici e di cronaca che interessano la città di Somma Vesuviana e non. In poco più di un decennio a suon di bravura ha ottenuto prestigiosi riconoscimenti per essersi distinta su temi importanti come la diffusione della cultura della legalità, della sicurezza dei cittadini e per l’impegno sui temi della povertà e dell’emarginazione”.
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