SANT’ANASTASIA. Problema Ludopatia: a Sant’Anastasia il regolamento continuano a non essere discusso ed approvato.

Il “Regolamento sale da gioco e giochi leciti” che serve a regolamentare l’apertura di attività come sale giochi e l’installazione di slot machine, non viene ancora approvato e le attività di questo tipo continuano a proliferare sul territorio anastasiano.
A farlo notare è il consigliere del Partito Democratico Raffaele Coccia che spiega come il “Regolamento sale da gioco e giochi leciti” esista, ma solo sulla carta, in quanto non viene ne discusso ne approvato dal Commissione affari istituzionali e dal Consiglio Comunale.
Il regolamento in questione riguarda diversi aspetti: l’installazione di slot e altri apparecchi (come video poker); sale da gioco; le agenzie per le scommesse; e tanti altri punti.
Ma ciò che interessa sottolineare è che di fronte al grave problema della ludopatia, questa amministrazione e quella precedente non abbiano fatto niente.
L’amministrazione Abete, nello specifico, sembra avere accolto il regolamento come pura formalità, senza dare seguito in nessun modo alle indicazioni riportate.
Dichiarazione Coccia:
la ludopatia è un problema serio e grave, che spesso va a colpire soprattutto le persone già in difficoltà. Persone che vorrebbero trovare la soluzione ai loro problemi con il gioco. Così la presenza di tante strutture di questo tipo diventa uno stimolo continuo, che loro non sanno rifiutare, gettando decine e centinaia di euro ogni volta.
Con il gioco si perde sempre, non si vince mai.
Il consigliere Coccia da sempre porta avanti una battaglia contro le sale da giochi, e, convinto che fosse necessaria una regolamentazione, già nell’interrogazione comunale del 12/09/2013 aveva chiesto all’allora sindaco Carmine Esposito e al presidente del consiglio comunale Lello Abete, di prendere provvedimenti in tal senso.
In quell’interrogazione il consigliere Coccia chiedeva “l’istituzione di un regolamento comunale riguardante le aperture, puntando soprattutto sulla localizzazione, di nuove sale da gioco e di giochi leciti, delle agenzie per la raccolta di scommesse, delle sale VLT o nel caso dell’esercizio di giochi con vincita in denaro”.
In particolare si chiedeva che il locale dove viene svolta l’attività dovesse essere distante almeno 300 metri, da:
– istituti scolastici di qualsiasi grado;
– luoghi di culto (anche i cimiteri);
– impianti sportivi e centri giovanili o altri istituti frequentati principalmente da
giovani;
4) strutture residenziali o semiresidenziali operanti in ambito sanitario o socioassistenziale, strutture ricettive, ed inoltre strutture ricettive per categorie protette;
5) tutti i luoghi di aggregazione sociale presenti sul nostro territorio.
Si chiedeva anche l’istituzione di punti di ascolto presso le strutture dell’ASL locale per tutti i cittadini affetti da ludopatia.

Ma queste indicazioni nel 2016 ancora non erano state recepite, tanto che l’ 08/08/2016 prot. 21927 e il 10/02/2017 prot. 4453 ha inviato una bozza di regolamento indirizzata al Sindaco, al Presidente del Consiglio Comunale ed alla Commissione Affari Istituzionali, chiedendo che venisse discusso ed approvato nel minor tempo possibile il regolamento succitato.
Tempo perso perché il tema pur se importantissimo non interessa all’amministrazione comunale che si è resa complice, non discutendo il regolamento, dell’aumento di chi si ammala di ludopatia.