Anche l’amministrazione di Mariglianella rischia il cartellino giallo dalla Regione, per non aver ancora provveduto a dotarsi almeno del piano preliminare PUC e addirittura il cartellino rosso con un commissario ad acta per non averlo adottato entro il 31 marzo 2019.

L’altro ieri c’è stato un primo incontro di presentazione del gruppo di progettazione al consiglio comunale, per la costituzione dello schema di PUC.
Il PUC è uno strumento di pianificazione partecipata del territorio comunale, importantissimo per la vita e il futuro del paese. Uno strumento urbanistico condiviso e necessario, all’insegna della sostenibilità ambientale, ma che coinvolga anche fattori economici, sociali e culturali. Uno strumento attuativo che definisca gli interventi e le necessità di un paese, così come stabilito dalle leggi.

In questo primo incontro, sono state illustrate le linee guida del percorso di ascolto e le modalità di partecipazione per contribuire attivamente ognuno con le proprie istanze alla formazione dello strumento urbanistico.

Gli appuntamenti concordati e aperti a tutta la popolazione e agli stakeholder del territorio saranno:
– Lunedì 15 luglio incontro con i cittadini, associazioni e istituzioni
– Venerdì 26 luglio incontro con professionisti e commercianti

Tutti dobbiamo essere interessati e coinvolti perché il paese è nostro e abbiamo il dovere di partecipare ed interessarci del futuro assetto urbanistico.

Essendo uno strumento di condivisione che ha bisogno della più ampia partecipazione e comprensione del territorio, con forti implicazioni sociali e culturali, auspico che non verrà trattato come un saldo di stagione e/o di fine mandato, perché sono anni che sia in Consiglio Comunale che da cittadini abbiamo sollecitato più volte di dare inizio alla redazione, poiché già anni fa furono approvate le linee di indirizzo.

Invece, fino ad oggi per i politici locali, che hanno governato la nostra Mariglianella da più di trenta anni, il PUC è sempre stato inteso come qualcosa avulso dalla realtà.
Scegliendo sempre e decidendo attraverso varianti urbanistiche con un piano regolatore generale fermo all’anno 1983 e/o adottando sempre sistemi a frammenti non armonici, per poi cercare di adeguarsi a quelli che sono i piani Regionali e Provinciali.

Peccato che si è deciso di ridursi all’ultimo, meglio tardi che mai. Noi continueremo a farci portavoce delle richieste dei cittadini. Vi aggiorneremo presto.