NAPOLI. Manca poco per l’attesissima manifestazione “A difesa della nostra terra:Jatevenne” promossa dai comitati campani della rete “Stop Biocidio”. Il corteo di attivisti e semplici cittadini partirà da piazza Mancini sabato 24 marzo alle 15.

E’ quasi giunta l’ora della riscossa per attivisti e associazioni che promuovono la tutela dell’ambiente, l’appuntamento è per sabato 24 marzo alle 15 con la manifestazione “A difesa della nostra terra:Jatevenne”, punto di partenza piazza Mancini. Proposta dai comitati campani della rete “Stop Biocidio” che da anni si batte per la bonifica dei territori che hanno subito lo sversamento illegale di rifiuti tossici, il potenziamento del servizio sanitario per la prevenzione alla cura dei tumori e lotta contro la creazione di nuove discariche e inceneritori. La rabbia, già accumulata nei periodi scorsi tra attivisti e semplici cittadini per il continuo inquinamento ai danni della nostra terra, è esplosa dopo l’inchiesta giornalistica “Bloody Money” a cura di Fanpage. “Bloody Money” ha creato un vero e proprio terremoto, i giornalisti hanno infiltrato sia nel “mondo” politico che imprenditoriale il collaboratore di giustizia Nunzio Perrella ex camorrista e primo boss pentito che ben ventiquattro anni fa ha raccontato i traffici illeciti di rifiuti. L’inchiesta ha scoperto un terribile vaso di Pandora che parte dalla Campania e si estende in tutta Italia. Un vero e proprio comitato criminale d’affari che coinvolge politici di vari schieramenti, imprenditori e camorristi che continuano a pilotare gare d’appalto e a sversare irregolarmente i rifiuti tossici, business sempre più “appetibile” e redditizio. Attivisti e cittadini, quindi, dopo aver visto i video inchiesta di Fanpage e dopo aver sommato le tantissime morti dovute principalmente a leucemie e forme tumorali rare che colpiscono maggiormente i residenti di zone dove la camorra ha sversato illegalmente ogni tipologia di rifiuti, hanno deciso di manifestare la loro rabbia contro questo sistema. Infatti già da settimane sui social, nei comitati e nelle sedi di tante associazioni ambientaliste i cittadini si stanno preparando alla manifestazione facendo un gran battage pubblicitario attraverso dei simbolici sacchetti di rifiuti con su scritto “Jatevenne”, con i quali sfileranno durante la protesta. Il corteo regionale arriverà alle porte di Santa Lucia e presenterà ufficialmente, a tutti i componenti del consiglio regionale, la mozione di sfiducia popolare nei confronti del governo De Luca sottoscritta da più di cento realtà attive sul territorio campano. Naturalmente il lavoro non si fermerà alla manifestazione “Jatevenne” ma continuerà anche nelle prossime settimane, infatti in programma c’è un ulteriore creazione di assemblee sui territori, iniziative nelle scuole e nelle università per sensibilizzare e diffondere la verità sui biocidi nelle nostre terre. Miriam Corongiu agricoltore di professione e attivista ci spiega: “Da agricoltore posso dire che il problema di questa terra dei fuochi e delle altre,sparse per tutta Italia, è gravissimo in termini di fertilità dei suoli. Ogni anno per degrado dovuto all’inquinamento ci sono in tutto il mondo dieci milioni di ettari all’anno in meno di terreno fertile” continua “ sono necessarie ingenti somme di denaro per bonificare le nostre terre avvelenate. Nelle zone in cui sono stati sequestrati pozzi agricoli e interdetto la coltivazione, ove accertato che non ci sia responsabilità penale degli agricoltori, la Regione dovrebbe garantire misure compensative per coloro i cui terreni sono stati avvelenati, come nelle zone della discarica Resit di Giugliano o Cavi Monti a Maddaloni”. Conclude infine dicendo “ In questo modo è probabile che laddove ci siano interdizioni, i terreni non tornino a essere coltivati, come purtroppo accade di frequente”.