Municipio Sant'Anastasia
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SANT’ANASTASIA. “Il trasporto pubblico locale e il rilancio urbanistico nella ‘zona rossa’”. I due temi al centro del convegno che si terrà lunedì 27 ottobre alle 17,30 nell’aula consiliare del Comune di Sant’Anastasia.

Ad organizzarlo il Psi, introduce e modera: Andrea Ceriello Ne discutono: – Antonio Simeone – Segretario Provinciale PSI – Corrado Gabriele – Consigliere Regionale PSI – Tonia Castaldo – Coordinatrice di zona PSI – I dirigenti della locale sezione “Sandro Pertini”, conclude: Marco Di Lello – Deputato PSI.
“Lunedì 27 ottobre presso la Sala Consiliare del Comune di Sant’Anastasia , con una discussione aperta a tutti, cittadini, politici ed amministratori, affronteremo due temi che secondo noi sono protagonisti del rallentamento dell’economia dell’area vesuviana”, spiega il consigliere comunale Carmine Capuano, “Il primo è rappresentato dallo stato in cui si trova la Circumvesuviana oggi inglobata nell’EAV Ente Autonomo Volturno. Quando le nuove linee della metropolitana di Napoli andranno a regime, la Circumvesuviana già strategica oggi sarà indispensabile per collegare l’hinterland alla città, senza considerare che è il mezzo di trasporto privilegiato da studenti e lavoratori.
Il secondo è legato alla cattiva gestione delle conseguenze della Legge 21/2003, la cosiddetta legge sulla zona Rossa. In questi dieci anni si è detto e scritto tanto, la legge è diventato retorico strumento di scontro politico, e cavallo di battaglia di campagne elettorali. Noi intendiamo attenerci ai fatti, e sui fatti costruire le nostre proposte. I vertici della protezione civile, la comunità scientifica e dopo la politica hanno tutti preso atto dell’esistenza del rischio Vesuvio. Anzi quest’anno, la zona rossa è stata ampliata dal governo di centrodestra della Regione Campania, e da 18 comuni arriva a comprendere i territori di 25 comuni, compresa una porzione del comune di Napoli. Questi i fatti”. Al convegno si discuterà anche del modo di trovare soluzioni, come aggiunge Capuano: “Il problema è oggi come conciliare la mitigazione o la diminuzione del rischio Vesuvio con lo sviluppo economico. Come dare spazio alle imprese che intendono investire? Come dare futuro ad artigiani, tecnici, professionisti ed imprese edili che lavorano sul territorio? Come incentivare la messa in sicurezza delle abitazioni? Come indirizzare la nostra battaglia?”