SANT’ANASTASIA. Al palazzo Marciano inaugurato un museo con tomba romana e esposizione di cimeli appartenuti agli eroi anastasiani.

Un pezzo di storia “romana” e “bellica” al palazzo Marciano in via Murillo di Trocchia. Proprio lì dove un importante colombaio romano con due lapidi della famiglia gentilizia dei Plaetori, databile alla seconda metà del primo secolo d.C, è la prova inconfutabile che Sant’Anastasia ha nelle radici più arcaiche Dna di civiltà antica. Da un’idea Giannangelo Marciano, nasce un museo dedicato non solo al prezioso ritrovamento archeologico ma anche alla storia bellica italiana. In particolare agli eroi del nostro paese, alle armi utilizzate, alle medaglie, ritratti, divise e ricordi utilizzati dal canonico Gaetano Marciano e dal generale Riccardo De Rosa. Dai cimeli di epoca borbonica, alle divise sabaude fino al ventennio fascista. Testimonianze mute di circa 100 anni di storia. L’inaugurazione è avvenuta questa mattina alla presenza del sindaco Lello Abete, degli assessori Palmarosa Beneduce, Bruno Beneduce, Mariano Caserta, i dirigenti scolastici del territorio, Consiglieri comunali,  dell’ Ordine Sacro del Santo Sepolcro, dell’Ordine Militare di Santa Brigida e del parroco di Sant’ Antonio padre Giacomo Verrengia. Emozionato Giannangelo Marciano, l’ideatore del museo, dichiara: “L’idea del memoriale nasce dalle tante cose custodite dai miei nonni, poi dai miei genitori e dalle ricerche che ho fatto, a parte il ritrovamento archeologico del mausoleo romano nella proprietà Marciano, che è stato ed è ben custodito. Il memoriale racconta una storia che va dal periodo borbonico alla seconda guerra mondiale. Insieme ai miei fratelli  abbiamo deciso di dedicare una parte della proprietà al museo per far conoscere altre radici di Sant’ Anastasia, radici storiche che raccontano la dedizione degli abitanti di questa terra alla Fede ed alla Patria. Sembra una favola ma alla
fine della prima guerra mondiale un mio pro-zio, Gaetano Marciano, canonico, militare e
sacerdote, ma alto in grado, a capo delle truppe italiane, entrò a Innsbruck (Austria) e prese possesso della Piazza d’Armi, raccogliendo la pistola e la sciabola del colonnello
Comandante austriaco. Nella seconda guerra mondiale, durante la 4 giornate di Napoli, fu il
tenente, nipote dello stesso colonnello, ad arrendersi al Marciano con i suoi uomini, proprio a Sant’Anastasia, nello stesso palazzo in cui ora ha sede questo museo/memorial, per poi
attendere gli alleati che erano già a Pomigliano d’Arco per essere fatti prigionieri e non
continuare questa guerra assurda. Questo è un piccolo esempio delle documentazioni che
ho trovato e che, insieme a tutti gli altri reperti, saranno a disposizione delle scolaresche e
dei cittadini che vogliono continuare a far vivere un pezzo di storia del paese da non
dimenticare”. Intanto il sindaco Lello Abete commenta: “Questa mattina la nostra comunità ha vissuto una giornata importante. È stata inaugurata la mostra storica permanente a Palazzo Marciano. Stanze ricche di storia e di cimeli che rendono vivo il ricordo di Sant’Anastasia e dell’intero territorio vesuviano. Con noi stamattina gli studenti dell’istituto ‘Elsa Morante” e del “Pacioli”. Abbiamo approvato una delibera di giunta per fare in modo che tanta bellezza sia aperta al pubblico e presto studieremo il modo migliore per far diventare anche questo piccolo tesoro un attrattore di turisti nella nostra città. Ringrazio per questo Angelo Giovanni Marciano e la sua famiglia per quanto ha saputo realizzare in anni di studio e raccolta e per aver voluto che tutti i cittadini ne godessero”. Anche l’assessore Bruno Beneduce, presente all’evento, dichiara: “Grazie all’ intelligenza, alla lungimiranza ed alla appassionata attività di raccolta e conservazione della famiglia Marciano, da oggi la nostra comunità si arricchisce di una testimonianza unica ed ammirevole della storia del nostro Paese e dei suoi concittadini. La ricchezza e la singolarità dei cimeli esposti unita all’importanza dei reperti archeologici ottimamente conservati fanno del museo un sito unico e degno di essere inserito in circuiti di significativo spessore storico-culturale. La presenza delle Istituzioni scolastiche rende auspicabile l’avvio di un percorso che potrebbe consentire ai ragazzi del nostro territorio un approccio “concreto” a temi ed argomenti di grande importanza”.