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SOMMA VESUVIANA. Parte la rassegna “Incontri con poeti”, nella Biblioteca comunale, giovedì 26 ottobre, alle 17,20, la presentazione di Bereshìt di Raffaele Urraro e illustrato da Aurelio Cerciello.

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La rassegna vuole portare a conoscere ai giovani frequentatori della Biblioteca Comunale e non,  questo sconfinato mondo della poesia, in particolar modo si prefigge di far conoscere soprattutto i poeti che vivono o sono nati all’ombra del Vesuvio.

Il monte Somma-Vesuvio  è stato terra di navigatori, poeti, da Virgilio a Leopardi; musicisti, da Durante a Pergolesi; pittori,da Carracciolo alla Scuola di Posillipo; e fotografi da Jodice a Donato ed altri di tutto il mondo  che da sempre hanno amato vengono ispirati da questa nostra meravigliosa terra per il suo clima e i suoi frutti e i suoi dolori.   

Bereshìt, il titolo, è parola ebraica, che significa “In principio” e indica propriamente la “Genesi”(Origine).

Il libro non vuole essere un controcampo alla Genesi come lo stesso autore dichiara né tantomeno una satira della Scrittura, né si configura come il canto di un predicatore che vuole convincere gli altri sulla sua verità. Non ha la presunzione di dire cose rivoluzionarie, né ho l’umiltà per nascondere le cose che penso e tenermele per me. Ho voluto solo raccontare in versi la mia visione delle cose e del mondo prendendo spunto dalla Genesi, fonte che mi ha ispirato e mi ha spinto all’espressione poetica per dare corpo a quella visione cosmologica che è venuta formandosi nella mia mente con gli studi e la riflessione.                                                                                             

Raffaele Urraro è nato il 1940 a San Giuseppe Vesuviano dove tuttora vive e opera. Dopo aver insegnato italiano e latino nei Licei, ora si dedica esclusivamente al lavoro letterario. Giornalista pubblicista, collabora come redattore alla rivista di letteratura e arte «Secondo Tempo» diretta da Alessandro Carandente. Suoi interventi critici, con saggi e recensioni, sono presenti anche su altre riviste, come «La Clessidra», «L’Immaginazione», «Capoverso», «Sìlarus».

Ha pubblicato

Poesia:
Orizzonti di carta, San Giuseppe Vesuviano 1980, poi Marcus Edizioni, Napoli 2008; La parola e la morte, Loffredo, Napoli 1983; Calcomania, Postfazione di Raffaele Perrotta, Loffredo, Napoli 1988; Il destino della Gorgonia – Poesie e prose, Loffredo, Napoli 1992; Anche di un filo d’erba io conosco il suono, prefazione di Ciro Vitello, Loffredo, Napoli 1995; La luna al guinzaglio, con Saggio critico di Angelo Calabrese, Loffredo, Napoli 2001; Acroàmata – Poemetti, Loffredo, Napoli 2003; Poesie, Marcus Edizioni, Napoli 2009; ero il ragazzo scalzo nel cortile, Marcus Edizioni, Napoli 2011. La parola incolpevole, Marcus Edizioni, Napoli 2014.
Saggistica:
Poiein – Il fare poetico: teoria e analisi, Tempi Moderni, Napoli 1985; Giacomo Leopardi: le donne, gli amori, Olschki, Firenze 2008; La fabbrica della parola – Studi di poetologia, Manni Editore, San Cesario di Lecce 2011; Questa maledetta vita. Il romanzo autobiografico di Giacomo Leopardi, Olschki, Firenze, 2015.
Cultura popolare:
‘A Vecchia ‘Ncielo – Proverbi e modi di dire dell’area vesuviana, 2 tomi, Loffredo, Napoli 2002; ‘A ‘Mberta – Canti e tradizioni popolari dell’area vesuviana, 2 tomi, Marcus Edizioni, Napoli 2006.
Studi latini: Ha pubblicato, in collaborazione con Giuseppe Casillo, molte antologie di Classici Latini per il triennio delle Scuole Superiori, edite dall’Editore Loffredo di Napoli, e una Storia della Letteratura Latina, in 3 volumi, edita dall’Editore Bulgarini di Firenze.

Per Raffaele Urraro la poesia è musica, eleganza, liricità, incontro tra il reale e l’immaginario in un equilibrato moto del vivere. E così, come la pensa, la scrive la sua poesia, e ne parla, in articolate e profonde recensioni ai lavori che legge e nei quali intuisce possa esserci un legame con il suo sentire. Coltissimo interprete di un ritrovato e rinnovato Leopardi – su cui ha scritto volumi distribuiti in ogni parte del mondo