incendioCampanile Cennamo-Nardaggio_
incendioCampanile Cennamo-Nardaggio_

NAPOLI. Anche quest’anno, come ogni 15 Luglio, i fuochi pirotecnici hanno illuminato il Campanile più alto della città, quello della Basilica Santuario del Carmine Maggiore.

Incerte le fonti sull’origine di questa tradizione anche se già ai tempi di Masaniello c’era l’uso di simulare l’attacco ad un fortino, posto al centro della piazza, che poi veniva incendiato.

Il festeggiamento richiama gente da ogni parte della città e della provincia, e vede le due piazze contigue, quella del Carmine e quella del Mercato, pullulanti di persone che si muovono tra le bancarelle dove è forte la luce delle imponenti luminarie. All’arrivo del Cardinale Crescenzio Sepe, ci sono gli applausi dei fedeli che lo accolgono e già si avverte che la festa di lì a poco partirà. E solo quando, in quest’atmosfera di festa e di colori, tutte le luci in piazza si spengono lo spettacolo comincia. Si parte con girandole di fuochi al centro della piazza, poi si illumina la scritta “Napoli Devota alla Madonna Bruna” e quando poi finalmente parte il razzo infuocato (detto o’ sorece “il topo”) che trafigge il campanile inizia l’accensione con effetto domino dell’intero campanile. Anche se quest’anno non tutte le micce si sono accese, probabilmente a causa del violento acquazzone del giorno precedente i fedeli col naso rivolto all’in su hanno guardato entusiasti lo spettacolo, applaudendo al continuo cambio di colori, piogge e scintillii dei giochi pirotecnici.

Quando poi la stella infuocata si incontra con la vergine per accompagnarla verso il campanile a spegnere l’incendio, solo allora le fiamme si spengono.

Terminato l’incendio si aprono le porte della basilica permettendo alla fiumana di fedeli di dirigersi verso l’altare a ringraziare e salutare la Madonna.