madre terra
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NAPOLI – Il giorno 17 e 18 gennaio, presso la sala del Teatro C.Capasso , sito in via Abate Minichini a Napoli , s’è svolto l’evento “Madre Terra “ ideato dal gruppo IAC .

La manifestazione , ha l’intento di uno scambio culturale , emotivo e personale tra artisti allo scopo di favorire lo scambio dell’arte.
All’evento , hanno partecipato un centinaio di artisti , venuti da ogni luogo d’Italia . Hanno reso Napoli il giusto titolo di città d’arte , non solo ricordata per i fatti di cronaca . Ideatori del progetto ,sono quattro ragazzi ; Antonio Conte , Valeria Ferronetti , Daniela De Simone e Ciro D’Alessio . Che hanno sviluppato l’idea di Enzo Correnti , “nobile Uomo “ che ha dedicato, all’arte , la sua missione di vita . Enzo è un Uomo , dai capelli grigi , non perché anziano ,semplicemente perché ha miscelato le contaminazioni artistiche, grigi, per il giusto mix tra bianco e nero che lo rende un saggio che ha reso , attraverso la sua ” perfomance” una serata in festa. Il suo è un collante, tra generazioni di artisti , che in un momento nefasto per la cultura , ha dato linfa vitale all’Arte , con questo suo progetto , ormai navigato , che da oltre 10 anni si svolge in Toscana e da 4 in Sardegna . Questo è il secondo anno che si svolge a Napoli , grazie alla passione del gruppo IAC , l’anno scorso come tema è stato indicato il “FUOCO “, per quest’anno s’è scelta la “ TERRA” . La” Madre Terra” e tutti gli artisti gli hanno dedicato un opera.
I ragazzi del gruppo IAC , meritano un plauso , per la voglia e la determinazione , in cui si sono dedicati alla manifestazione , hanno isolato il concetto di Napoli , come città conosciuta unicamente, per i fatti di cronaca nera o notizie di mala-politica , per farne risaltare l’accoglienza e la bellezza del suo centro storico e periferico . Una città che ritorna , ai fasti borbonici in cui era capitale d’Europa per l’Arte&Cultura . Parlando con loro ci si rende conto , della naturalezza con cui cercano di risolvere, i problemi legati al territorio . Ce ne fossero di più di ragazzi , come questi , in grado di rendere una giornata di pioggia , in una festa e creare un atmosfera degna ,delle più belle favole. In fondo rendere una città solamente “normale “ . Questo è lo scopo , che leggo guardandoli negli occhi , la passione che dedicano ad un progetto , non circoscritto ma ampio , li vedo guardare oltre le sfumature e le tonalità delle cose. Li vedo guardare al futuro , pieni di fascino , con la convinzione che tutto può essere “normale” basta volerlo.
Questi sono Antonio , Ciro , Daniela e Valeria , giovani della nostra terra ,che hanno deciso di fare qualcosa per il loro territorio , ottimizzare le cose che hanno a disposizione , attrezzando una piccola sala , come una grande galleria , in cui a percorrerla ,sembrava non finire mai , tante delle opere esposte , dei tanti artisti che sono accorsi al richiamo dell’Arte . Elencare tutti è un po’ difficile , data la mole , quello che conta ,è che qualcosa di vivo e bello . Non una nota stonata , tutto organizzato alla perfezione ( un duro lavoro si nasconde dietro ). Questi sono i giovani campani e napoletani , gente volenterosa e fiduciosa , che si adegua alla propria Terra e la rende degna di essere chiamata Madre , per la cura e il” calore” . Un calore umano , che nei giorni nostri , viene dimenticato , questo è il merito che và dato ,soprattutto perché nella terra martoriata , c’è vita , non solo rifiuti e degrado , per questo tanto di cappello ai nostri giovani .
Purtroppo le belle cose terminano, e si torna alla routine , rimane un senso vago , manifestazioni come queste, andrebbero fatte tutti i fine settimana , per permettere alla persone , di vivere un contesto alto , lontano dalla negatività che le società moderne , ci obbligano a vivere. Un contesto come questo creato per infondere l’arte e soprattutto la cultura , dare la possibilità di passare dei momenti spensierati , tornare a tutti gli effetti ad amare la natura , e poi noi stessi .
Forse questa è l’unica pecca del progetto “Madre Terra” aver avuto un inizio , portandosi dietro la malinconia della fine . Una fine solo temporanea , dato che in ogni partecipante ,ha arricchito il proprio bagaglio culturale , rendendolo più pesante non solo artisticamente , ma proprio umano , sorridendo ed essendo felice , non sforzandosi , ma interiorizzando , questo più di ogni altra cosa è stato lo scopo di chi ha ideato ,creato e diffuso il progetto . Il concetto stesso di donare , in funzione dell’eccesso , come qualcosa di cui s’è saturi . Donare felicità e sorrisi , perché s’è felici di vivere momenti di aggregazione .
La speranza che presto i ragazzi di IAC , ne creino un altro . Quanto prima è possibile , per ricreare i momenti , le strette di mano di individui che magari si conoscono solo ,virtualmente , trasportare l’amicizia di un social net , nella vita quotidiana per un sempre maggiore scambio di idee ed emozioni .
Anche questa nota sta per giungere alla fine ,due giorni sono passati in un attimo , quello che ha lasciato è un forte senso di speranza per il domani , fin quando le persone hanno tempo e modo di dialogare e condividere gli stati d’animo , si ha fiducia e tutto quello che rende opaca l’esistenza rimane fuori dalla porta , almeno per chi ha vissuto quest’esperienza e a spero anche con chi ha avuto l’attenzione di leggere . Almeno abbia la speranza che qualcosa di bello intorno si muove, e sappia cogliere il momento di viverlo .