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Teatro. Vita quotidiana dei Bastardi di Pizzofalcone diretti da Brunella Caputo

4 dicembre, 2017 | by La Redazione
Teatro. Vita quotidiana dei Bastardi di Pizzofalcone diretti da Brunella Caputo
Cultura e Spettacoli
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Il libro di Maurizio de Giovanni Vita quotidiana dei Bastardi di Pizzofalcone a teatro con la regia di Brunella Caputo

di Emilia Ferrara

Al teatro Vascello lo scorso 15 novembre si è tenuta un’emozionante trasposizione teatrale, in prima assoluta del libro di Maurizio de Giovanni “Vita quotidiana dei Bastardi di Pizzofalcone” edito da Einaudi. La regia è stata curata da Brunella Caputo, disegno luci: Virna Prescenzo produzione: Compagnia del Giullare – I Concerti nel Parco.

Al termine dello spettacolo Maurizio de Giovanni ha dialogato con Loretta Cavaricci, giornalista RAI, raccontando anticipazioni sulla fiction e sul nuovo libro dei Bastardi di Pizzofalcone. Per il pubblico ha letto un brano in anteprima del prossimo romanzo Souvenir, con Einaudi Stile Libero, che uscirà domani martedì 5 dicembre.

Il cast della Compagnia del Giullare è formato da Brunella Caputo, Cinzia Ugatti, Teresa Di Florio e Andrea Bloise. Ad accompagnare gli attori non sono mancate le note suggestive di Electric Ethno Jazz Tri: Stefano Giuliano (sax, wha-wha, octaver, harmonizer); Domenico Andria (basso elettrico, loop, fuzz, delay) e Pietro Ciuccio (voce, percussioni, hang, loop). La sala era pienissima e il pubblico molto attento e soddisfatto della rappresentazione.

Il libro contiene anche una serie di fotografie di Anna Camerlingo scattate sul set della fiction andata in onda su Rai1. Ogni monologo è preceduto dalla voce di un narratore che racconta la vita di un altro particolare protagonista: Napoli, la città femmina. La musica dal vivo colora con le melodie giuste il cielo di questa città unica, meravigliosamente raccontata nelle confessioni di vita dei poliziotti protagonisti di questi monologhi. Perché ogni loro emozione, colore, gioia, tristezza, forza, coraggio, amore, viene dal fluido che questa città trasporta e trasmette. Un fluido che Maurizio de Giovanni racconta con la forza e l’amore della sua anima napoletana.

Luigi Palma, Giuseppe Lojacono, Giorgio Pisanelli, Francesco Romano, Ottavia Calabrese, Alessandra Di Nardo, Marco Aragona. Ora che un volto ce l’hanno, facciamoli parlare. Sentiamo che hanno da dire, impacciati e imbarazzati, in lotta con le solitudini e con gli errori, in preda al dubbio di trovarsi nel posto e nel momento sbagliati. Lasciamoli parlare, tra sé e sé, mettendo sul piano della scrivania un’anima in lotta, che tanto vorrebbe smettere di combattere e fidarsi un po’. Mentre li guardiamo prepararsi a un altro incontro col delitto, mentre li vediamo scendere in strada ad affrontare la luce o la pioggia, sentiamoli pensare alle vie sbagliate che li hanno portati dove sono. Sentiamo che cosa pensano degli altri, ascoltiamoli mormorare le proprie bestemmie contro la vita, che amano così tanto. Sentiamoli, i Bastardi di Pizzofalcone. Perché hanno sempre tanto da dire, silenziosi e differenti come sono.

La regista Brunella Caputo per i lettori della Provinciaoline.

Quanto tempo avete impiegato per provare?

A ritmo intenso due mesi. Diciamo però che la lettura a tavolino è cominciata molto prima. Abbiamo fatto diverse prove in cui ho descritto i personaggi agli attori e impostato la recitazione. Poi ci sono anche le prove musicali, che inizialmente seguono un percorso autonomo. I musicisti ricevono il testo e compongono brani originali. La musica poi si unisce alla recitazione e si sale sul palco per le prove finali.

La sua scelta dei testi letti e la trasposizione della Vita quotidiana dei Batastdi di Pizzofalcone è stata gravosa?

Assolutamente no. Sono tutti e sei i monologhi contenuti in quel libro scritto da Maurizio de Giovanni. Li ho solo leggermente ridotti per esigenze di durata dello spettacolo. È stata un po’ più impegnativa la scelta dei brani di collegamento tra un monologo e l’altro. Lo spettacolo ha come filo conduttore la Napoli di de Giovanni, non è una semplice messa in scena dei monologhi. Lavorare sui testi di de Giovanni non è mai gravoso, sono una sua lettrice appassionata e conosco ogni suo testo che ho letto e riletto. Mi diverto molto e provo piacere a farlo. La mia è una libera interpretazione. Difficile no. È la mia visione di quei personaggi così come li ho letti nei libri.

Qual è la fase della regia che le piace di più?

La composizione del testo e la sua chiave di lettura. Poi la lettura scenica dello stesso. Direi che una volta andati in scena il mio divertimento diminuisce. Il mio piacere massimo è creare, contaminare. Mi piacere mischiare generi e idee.

Qual è il personaggio che preferisce?

Sono due. Pisanelli, per il suo freddo dolore. Aragona, per la sua finta tranquillità.

Prossimi appuntamenti per chi si è perso la prima?

Non era previsto altro, dopo il teatro Vascello di Roma. Ma siamo stati tempestati di telefonate a Salerno. Per cui faremo due repliche straordinarie il sei e sette gennaio 2018 al teatro del Giullare. È già possibile prenotarsi. Le repliche a Salerno saranno senza Maurizio de Giovanni.

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