SESSA AURUNCA (CASERTA). Attacchi di panico così ingestibili che era dovuta ricorrere più volte al pronto soccorso. Si era manifestato in questo il tremendo abuso subito da una ragazzina di 13 anni scoperto dai carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Sessa Aurunca che hanno condotto le indagini (coordinati dal comandante della Compagnia, il maggiore Giuseppe Fedele). I militari dell’Arma stamattina hanno dato esecuzione ad un’ordinanza applicativa degli arresti domiciliari emessa dal Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, su richiesta della Procura, nei confronti di L.E., 44 anni, ritenuto responsabile di abusi sessuali ai danni della propria figlia minorenne. “L’indagine traeva origine dalla querela sporta dalla madre della vittima, nonché ex moglie dell’indagato”, spiega in una nota il procuratore aggiunto Alessandro Milita, “insospettitasi per i frequenti attacchi di panico che la figlia aveva improvvisamente cominciato a manifestare al ritorno dalle vacanze trascorse dal padre, ragioni per le quali la ragazza era stata costretta, in più occasioni, a ricorrere alle cure del pronto soccorso e ad intraprendere un percorso psicologico. Proprio attraverso tale percorso la ragazza rivelava i ripetuti abusi sessuali che aveva dovuto subire dal padre, nella sua casa di residenza durante l’ultimo periodo estivo. Le indagini, consistite principalmente nell’assunzione delle testimonianze della vittima e delle persone ad essa vicine, hanno consentito di accertare un quadro di quotidiane violenze sessuali poste in essere dell’uomo per circa un mese, consistite in continui pesanti palpeggiamenti e toccamenti delle parti intime della vittima. Grazie alle indagini svolte dalla Procura della Repubblica, anche delegate ai carabinieri del Nucleo Operativo di Sessa Aurunca, e alla priorità attribuita dalla Procura della Repubblica e dall’Ufficio Gip per tali delitti, è stato possibile prevenire ulteriori analoghe condotte violente da parte dell’indagato (il quale fruiva del diritto di visita di entrambi i figli minori) eseguendo la misura degli arresti domiciliari”. Tempestivo il provvedimento cautelare emesso dopo un breve lasso temporale rispetto alla prima denuncia. Una ulteriore riprova dell’impegno che la Procura di Santa Maria Capua Vetere sta mettendo nella trattazione dei fatti di violenza domestica ed abusi sessuali, ben prima, sottolineano nella nota “della entrata in vigore della Legge del 19 luglio 2019, n. 69 (convenzionalmente denominata “Codice rosso”)”.