domenica 29 Marzo 2020
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PINKWASHING e tumore al seno, una mostra per capirci di più

NAPOLI. Un dibattito, una proiezione cinematografica e una mostra. Tre appuntamenti (dalle 16 alle 19) il 12 maggio presso la Sala PAN del Palazzo delle Arti di Napoli (via dei Mille, 60) con il patrocinio del Comune di Napoli, per scoprire, smascherare e spiegare il fenomeno del Pinkwashing, partendo dal nostro territorio e dalla Terra dei Fuochi e arrivando fino in America.

Voi sapete cos’è il PINKWASHING? In America è un fenomeno conosciuto da anni, in Italia nessuno ne parla, se non poche volontarie attraverso i loro blog e le loro personali iniziative. Si tratta di tutte le campagne pubblicitarie o raccolte fondi per la ricerca dirette alle donne, e non solo, per la promozione alla lotta contro il cancro al seno che partono, però, da aziende (spesso multinazionali) che producono prodotti o utilizzano prodotti che, invece, possono causare malattie proprio come il cancro. Spesso queste campagne utilizzano il corpo femminile. E in Italia cosa accade? Il 12 maggio al Pan cerchiamo di fare il punto.

Il Progetto: “Washing thepink – Vai oltre il rosa” è un progetto a cura della professoressa Sandra Castiello; patrocinato dal Comune di Napoli, esso si occupa di fare informazione relativamente al fenomeno del PINKWASHING: col nostro progetto, che nel nome vede rovesciato il significato e la sintassi di “pinkwashing” – spiega la Castiello – si vuole affrontare la problematica del cancro al seno e del diffuso fenomeno di strumentalizzazione di questa malattia per fini commerciali. Il nostro obiettivo è quello di informare prima di lottare contro un fenomeno, ma anche contro una malattia che è il simbolo del nostro tempo.

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Il programma del 12 maggio
– Installazione: campagna fotografica degli scatti di Giuseppe Barbato contro il Pinkwashing dal 12 al 16 maggio 2016 presso l’Atrio del Palazzo delle Arti di Napoli.
– Video-spot di Andrea Vecchione
– Dibattito con Sandra Castiello e le donne protagoniste della campagna fotografica e del video-spot del progetto, l’oncologa della mammella Ermelinda De Maio, lo psichiatra Federico Mantile, l’avvocato Maria Giovanna Castaldo esperta dei diritti delle donne e l’attivista della Terra dei Fuochi Tina Zaccaria, presidente dell’Associazione “Angeli guerrieri della Terra dei fuochi”. Coordinerà la giornalista di Repubblica Cristina Zagaria.
– Proiezione del documentario “Pink Ribbons, Inc”, per fare un confronto con ciò che accade in America

Questo evento sarà un evento-pilota, per studiare un format da proporre poi in altre città italiane, grazie all’aiuto di donne, giornalisti, medici.

“Noi ci opponiamo a questa cultura commerciale sul cancro al seno, chiedendo un cambiamento della società, e lo facciamo iniziando con un’opera di “Washing the pink”: togliamoci di dosso tutto questo rosa, liberiamoci da questo velo che edulcora la malattia e agiamo”, dice la Castiello, riportando la voce delle donne che partecipano al progetto.

Il progetto e l’evento, presentato in una serata interamente no profit, non si avvalgono di alcuno sponsor, né di patrocini economici. La presentazione del progetto darà vita, successivamente, ad un documentario che sarà visibile su YouTube.

APPROFONDIMENTI E SCHEDE
Il collegamento con l’Italia e la Terra dei Fuochi. Il fenomeno descritto in “Pink Ribbons, Inc” è molto attuale anche in Italia e, relativamente al problema ambientale come causa dell’altissimo numero di decessi per cancro, lo è ancor di più nella Terra dei Fuochi. Negli ultimi anni anche nella nostra penisola c’è ampia diffusione di prodotti che riportano il “pinkribbon” e tante persone partecipano in numero sempre maggiore alle marce “Race for the cure” organizzate da aziende cosmetiche (ma non solo) molto note. Comprare questi prodotti o partecipare alle marce ci fa sentire di aiuto alle donne malate e di essere parte di una lotta di successo che presto ci porterà a una cura definitiva. La triste realtà è, invece, che, nonostante i passi avanti nella cura del cancro al seno e la commercializzazione di farmaci mirati e innovativi, oggi ancora si muore di cancro alla mammella metastatico. E questo accade per donne molto più giovani rispetto al passato.
LA MOSTRA: “WASHING THE PINK – VAI OLTRE IL ROSA”
12 – 16 maggio presso l’Atrio del Palazzo delle Arti di Napoli. A cura di Sandra Castiello, scatti di Giuseppe Barbato. Rosa è il colore che caratterizza questa campagna fotografica contro il pinkwashing. Rosa come il colore usato nelle campagne dal “nastro rosa”, dietro cui si mistifica il problema del cancro al seno; rosa, con sfumature sanguigne, come il colore del sangue che tutte le donne hanno versato, metaforicamente e realmente, nel corso delle loro cure ed interventi chirurgici legati alla malattia. La campagna fotografica, insieme al il video-spot del progetto, si propone un duplice obiettivo: mirare alla sensibilizzazione e a una giusta informazione riguardo il pinkwashing e, contestualmente, ricordare chi è morta per cancro al seno e lanciare un messaggio positivo di speranza per quante si trovano tuttora ad affrontare la malattia.

IL VIDEO-SPOT: “WASHING THE PINK – VAI OLTRE IL ROSA” (lo vedi qui: https://www.youtube.com/watch?v=iHw_loxVvM8)
È stato realizzato da Andrea Vecchione uno spot, a cura di Sandra Castiello, con le sette donne protagoniste degli scatti di Barbato (Anna Calamita, Assunta Caputo, Sandra Castiello, Anna Castigliano, Raffaella Della Gatta, Claudia Fiore, Anna Napolitano), di età eterogenea ed originarie della Campania; queste donne, che si sono dovute personalmente misurare col cancro al seno, vestite solo di garze, che coprono il capo ed i seni, e colorate interamente di rosa, in due minuti e 35 secondi sono ritratte nell’atto di “LAVARE VIA IL ROSA” dai loro corpi con uno straccio imbevuto d’acqua; una volta ripulite, ritornano a sorridere, allontanando da sé tanto la malattia, tanto la strumentalizzazione che la società, per fini commerciali, opera sulla malattia stessa e sui loro corpi di donne.
Il video metaforico termina con i versi di una poesia di Dino Campana: Col nostro sangue e colle nostre lagrime facevamo le rose.Un modo per esprimere, anche attraverso la poesia, quanto dolore ci sia dietro quel rosa. A Rossana e a Kelly, due donne che l’ideatrice del progetto ha conosciuto, la prima, sul letto di ospedale, la seconda, sulla poltrona delle chemio, è dedicato il progetto “Washing the pink – Vai oltre il rosa”. Due donne che ora non ci sono più.

“Washing the pink – Vai oltre il Rosa” nasce dal contributo volontario e gratuito di giovani professionisti napoletani, che hanno messo a disposizione di questa causa la propria arte e cultura, nonché i propri ideali.

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