domenica 17 Ottobre 2021
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Tre giorni alla riscoperta delle albicocche tra incontri, gusto e musica

SOMMA VESUVIANA. Le “mele d’oro” (dal greco Krysos-malos) del Vesuvio tornano ad essere protagoniste, in una tre giorni dedicata, a Somma Vesuviana, nel caratteristico scenario del Borgo medioevale del Casamale e del contiguo Convento dei padri Trinitari.

Obiettivo della manifestazione è quello di contribuire alla riflessione sulle ragioni della crisi di una delle produzioni agricole di eccellenza del territorio e offrire, nel contempo, spunti e prospettive per rilanciare e rivitalizzare il prodotto, espressione di una sapiente cultura e tradizione agricola del territorio dell’intero comprensorio vesuviano.
L’iniziativa è promossa da un’ampia rete di associazioni e produttori agricoli, impegnati a vario titolo per il recupero e la rivitalizzazione delle produzioni agricole locali di qualità, nonché per la valorizzazione delle tradizioni socio-culturali del territorio, dentro una dimensione di sviluppo di comunità.
Già nel titolo sono compendiate le ragioni dell’iniziativa. “Abbiamo scelto di usare l’antico termine dialettale crisommole, ancora oggi in uso tra i contadini e nelle comunità locali, sia perché esprime a pieno e meglio di qualunque altro il valore profondo che questo frutto dorato e profumatissimo ha avuto e continua ad avere per il territorio e il forte legame culturale con lo stesso, sia anche perché purtroppo oggi si fa fatica a parlare, invece, di albicocca vesuviana, perché nel 2009 si è interrotto l’iter amministrativo teso al riconoscimento di tale denominazione con il marchio IGP comunitario”, affermano gli organizzatori. “Ripartiamo, allora, da un termine che identifica e lega fortemente questo prodotto – frutto della bio-diversità agricola vesuviana e che ha caratteristiche organolettiche senza pari – al territorio di riferimento, per provare a restituire alle comunità locali la consapevolezza di essere un attore centrale nella definizione di percorsi condivisi di sviluppo territoriale, immaginando, in prospettiva, la costruzione di una sorta di “patto di comunità” che definisca, in maniera “partecipata”, modalità produttive, distributive e di determinazione del prezzo più eque per il consumatore eadeguatamente remunerative per i produttori, favorendo in tal modo uno spostamento della catena del valore a monte e a valle della filiera, esaltando, così, il ruolo dell’agricoltura locale ed aumentando il potere contrattuale dei produttori primari e dei consumatori finali”.

ARTICOLAZIONE DELL’EVENTO
La manifestazione sarà articolata in 3 momenti, strettamente inter-connessi:
1. Una riflessione convegnistica, nel pomeriggio di venerdì 17 giugno, centrata su:
-analisi delle caratteristiche del prodotto locale, espressione della bio-diversità agricola del territorio vesuviano;
-analisi delle criticità attuali vissute dal prodotto locale dentro il mercato globale di settore;
-analisi delle possibili strade da percorrere per rilanciarne la produzione e il consumo, tutelandone l’origine, l’identità locale e la tracciabilità della filiera, e educando gradualmente i consumatori a scegliere prodotti di qualità, rispettosi della sicurezza alimentare e fortemente legati al territorio di origine e alla sapiente cultura contadina che, nel corso del tempo, ha saputo custodire, selezionare e valorizzare la ricca biodiversità agricola locale.
2. Una giornata (sabato 18 giugno) dedicata a:
-capacitare gli attori della costruenda filiera protetta rispetto alle sfide contemporanee alla ruralità in materia di: economia condivisa, innovazione sociale, ruralità intelligente, comunità “resilienti” per lo sviluppo territoriale, sistemi locali e distretti, reti e iper-connessioni globali, mediante un workshop mattutino, per addetti ai lavori (produttori, operatori di filiera, facilitatori di processo e di relazioni, GAS), con Michele Sica, di Rural Hub (www.ruralhub.it);
-far conoscere il prodotto locale e i produttori “custodi” che lo coltivano mediante:
-a. esposizione “teatralizzata” del prodotto nei cortili del borgo del Casamale da parte degli agricoltori custodi, con l’aiuto dei ragazzi del liceo E. TORRICELLI;
-b. Laboratori del gusto sull’albicocca vesuviana, a cura di Slow Food Vesuvio;
-far conoscere le buone pratiche di tutela e conservazione della biodiversità del prodotto locale, anche grazie ai progetti SALVE (http://www.progettosalve.it/) e AGRIGENET (http://www.distabif.unina2.it/it/ricerca/64-uncategorised/231-progetto-agrigenet) di ricerca, mappatura, conservazione e valorizzazione del patrimonio frutticolo e orticolo regionale, coinvolgendo gli enti di ricerca deputati e le aziende sperimentali della Regione Campania (mostra espositiva dei risultati dei progetti; esposizione delle varietà vesuviane di albicocca tuttora conservate c/o le aziende sperimentali della Regione Campania; esposizione dei pannelli pittorici sulle albicocche del Vesuvio del Museo di Scienze Agrarie di Portici).
3. La “narrazione” continuerà il 3° giorno (domenica 19 giugno) con uno spazio di festa, dedicato all’albicocca del Somma-Vesuvio, con attività di vendita diretta del prodotto, musica, canti e danze popolari, nella cornice del borgo medievale del Casamale.
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