venerdì 17 Settembre 2021
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Maradona ringrazia Napoli per il murales su di lui postandolo su Facebook

di Patrizio Gragnano

NAPOLI. Da ieri sulla pagina ufficiale Facebook di Diego Armando Maradona campeggia l’immagine dell’enorme murales realizzato da Jorit sul muro del “Bronx” di San Giovanni.

Da settimane quel luogo anonimo e per certi versi tetro è meta di pellegrinaggio laico per tanti Napoletani che non possono fare a ameno di incantarsi a guardare questa opera di street art. In qualsiasi ora del giorno e della sera passi di lì, trovi qualcuno con il naso all’insù o che scatta una foto con il cellulare. Per giorni in città si è consumato un dibattito a tratti feroce sull’opportunità di realizzare un ritratto di un personaggio cosi Controverso e Populista. Un dibattito però condotto con tutta evidenza da chi o non vive la città oppure non comprende lontanamente la portata evocativa della figura di Maradona per la città di Napoli. Il murales, oggettivamente bello per dimensioni e fattura, raffigura un Maradona anziano, segnato in volto dal tempo e dalla vita da cui però emergono gli occhi da Napoletano. Non un napoletano del Vomero o di Chiaia, ma un ragazzo della periferia , sveglio e segnato dalla vita. Un ragazzo come quelli che da anni vivono tumulati tra quei loculi di cemento e che forse in vita loro non hanno mai visto un opera d’arte in vita loro. Ecco, già questo è un fatto per cui è falsa la pena scommettere su San Giovanni a Teduccio. L’arte unita al populismo, torna patrimonio materiale degli ultimi e lo fa nel modo più semplice possibile, attraverso un simbolo Irregolare e controverso, ma trasversalmente del popolo. Questa volta la Napoli purista e intellettuale a tutti i costi ha semplicemente perso un’occasione per stare zitta, venga piuttosto in periferia a contare i tanti turisti che varcheranno la linea gotica del corso Garibaldi per inoltrarsi in questo “budello oscuro” per visitare il più grande murales del D10S del mondo.

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