martedì 11 Agosto 2020
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Agricoltura nel Parco del Vesuvio, ecco le idee di Legambiente per le produzioni locali

CERCOLA. “Un più frequente ascolto dei bisogni degli operatori agricoli, un impegno ad accogliere proposte per snellire la burocrazia, rilanciare comuni strategie di promozione delle produzioni agroalimentari, rivitalizzare la rete delle alleanze per l’agricoltura di qualità, rimettere al centro dell’azione del parco la tutela della biodiversità e la difesa della legalità”.

Sono questi i punti principali del manifesto che Legambiente ha proposto sabato scorso durante la prima iniziativa degli Stati generali dell’agricoltura nel Parco nazionale del Vesuvio che si è svolta a Cercola (Na) presso il Relais Villabuonanno, una iniziativa promossa da Legambiente e che ha visto la presenza di tutti i produttori delle eccellenze agroalimentari del territorio vesuviano, Libera, Slow Food, CasaVesuvio, Zero Waste rete dei Comitati vesuviani e del commissario del Parco nazionale del Vesuvio.
“Abbiamo ribadito – dichiara Pasquale Raia, responsabile aree protette di Legambiente Campania – come il parco per il territorio vesuviano sia non solo una opportunità, ma è sostanzialmente l’unico strumento a disposizione degli agricoltori per valorizzare le loro produzioni, e per continuare l’azione di difesa del territorio dalle ecomafie, il monitoraggio dei siti delle ex discariche, la tutela della biodiversità e la promozione delle realtà locali. Ma tutto questo – continua Raia – non basta più se, insieme alle buone volontà di tanti produttori di eccellenze vesuviane, l’ente parco non innesta un cambio di passo e diventi un interlocutore vero di chi nel parco vive e produce.”
Durante la discussione sono state avanzate proposte concrete, alcune sperimentate in altre aree protette in ambito nazionale, come il recupero delle terre incolte per incrementare la superficie agricola utilizzata dalle singole aziende, proporre un marchio collettivo del parco che valorizzi i prodotti di qualità del Vesuvio, raggiungere l’obiettivo concreto di almeno il 20% di produzione biologica entro il territorio del parco, azioni concrete per frenare il consumo di suolo e tutelare la biodiversità, anche agroalimentare, dell’area protetta, proposte per meglio gestire le rigida’ burocratiche degli strumenti di pianificazione e gestione del parco che rischiano di bloccare il lavoro del mondo agricolo, promuovere l’approccio leader per valorizzare il settore agricolo anche per il Vesuvio, pur essendo questo un territorio non compreso in questa strategia, avanzare una proposta di valorizzazione territoriale in previsione di Expo 2015,
“Prendiamo atto con soddisfazione – aggiunge Antonio Nicoletti, responsabile nazionale aree protette di Legambiente – che gli agricoltori ed i produttori di qualità del Vesuvio credono nel Parco, e nonostante le quotidiane difficoltà dell’operare in un’area protetta, continuano a chiedere un patto ri-fondativo per il parco che coinvolga le associazioni della cittadinanzattiva come Legambiente, Slow Food e Libera, e che metta al centro l’azione dello stesso Ente parco. Per questo abbiamo proposto un manifesto per l’agricoltura per il Parco nazionale del Vesuvio che metta al centro il valore della qualità, ma anche la quantità, delle produzioni vesuviane e di come promuoverle in ambito nazionale e internazionale e renderle visibili attraverso un marchio collettivo, e soprattutto insediando un Consulta tecnica del parco dedicata al settore agricolo su cui ha dato piena adesione il Commissario del parco Ugo Leone.”

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