venerdì 4 Dicembre 2020
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“Arancia meccanica” nella notte: coniugi picchiati e rapinati in casa

CERCOLA. “Arancia meccanica” nella notte di Capodanno: coniugi rapinati in casa. Immobilizzati e picchiati nel letto da quattro rapinatori napoletani. Lo choc, il terrore di estranei che ti piombano nel sonno, le percosse, le minacce di morte, i pugni in faccia. Un incubo. E invece no, la certezza che tutto ciò stia davvero accadendo e la sensazione che non finisca. Se non nel peggiore dei modi.

Minuti interminabili: “Abbiamo temuto peggio”, riescono appena a dire i due coniugi – pensionato di 60 anni lui e 55 anni la moglie, casalinga – “Quando ci siamo svegliati e siamo stati sorpresi dai ladri temevamo ci uccidessero. Ho pregato”, hanno confessato ai carabinieri della locale tenenza che hanno raccolto la denuncia della coppia il giorno dopo Capodanno. Sono andati in tenenza poco dopo le 7 del mattino accompagnati da un loro nipote. Quest’ultimo è stato il primo ad arrivare in soccorso dei nonni, nell’abitazione lungo il centralissimo viale Don Giovanni Minzoni. La villetta violata nel cuore della notte da quattro malviventi si trova in una traversa. E mai dopo una giornata di festa, trascorsa con gli amici ed i parenti più cari, la coppia di coniugi avrebbe potuto neanche immaginare quale incubo li stava attendendo di lì a poco dopo il rientro a casa. Le luci, in casa come nel viale erano spente. Tutto buio. Poco dopo l’una e trenta della notte una banda di rapinatori ha fatto scattare il piano. Si sono fatti strada dalla porta principale, quella dell’ingresso che da sulla strada. Molto probabilmente erano certi che come lo era stato durante il giorno, in quella abitazione non ci fosse ancora nessuno. Mentre, al contrario, i proprietari erano rientrati e andati a letto. Con loro i quattro malviventi avevano tutti gli attrezzi del mestiere per scassinare un appartamento. Con il piede di porco hanno forzato la porta. L’allarme non è scattato: lo avevano, forse, già disinserito i legittimi proprietari quando sono rientrati. Con l’aiuto delle torce i ladri hanno iniziato il giro per le stanze. Hanno aperto cassetti, rovistato negli scaffali, aperto diverso mobili. Nulla che potesse essere avvertito dall’esterno ma inevitabilmente i rumori hanno finito, invece, col destare la coppia che stava dormendo nella stanza accanto. Un attimo per capire cosa stesse accadendo. Lo choc per i due coniugi, la sorpresa per i rapinatori. Questi ultimi hanno iniziato ad esclamare frasi di stupore – ben scandite in dialetto napoletano e in seguito riportate ai militari dell’arma nel corso della denuncia: erano, dunque, convinti che non vi fosse nessuno in casa. A quel punto i quattro si dividono. Per le due vittime è iniziato l’incubo. I balordi non avevano armi con loro ma non hanno esitato ad usare le mani per tramortirli. Oltre alle minacce verbali di morte già di per sé un deterrente per la coppia di pensionati terrorizzati. Lui, il marito, ha cercato di ribellarsi e di divincolarsi dalla stretta dei due furfanti ma è stato immediatamente redarguito e messo a tacere con spintoni. Non solo. Marito e moglie sono stati immobilizzati nel letto e picchiati. Schiaffi, calci, pugni, per il 60enne in particolare, colpito più volte al volto e alla testa. Nel frattempo l’abitazione veniva rovistata dagli altri due complici. Violenze fisiche e verbali per un centinaio di euro, la cifra contante che hanno trovato. In più hanno rubato un anello e una collana in oro di valore, della donna. Poi la fuga a piedi per il viale Buonanno. Appena hanno potuto i coniugi hanno avvertito un nipote, che è arrivato verso le sette del mattino con i carabinieri guidati dal tenente Gaetano Vrola. La coppia è stata portata al pronto soccorso dove è stata medicata e refertata con ferite guaribili in cinque giorni. Al vaglio per le indagini la descrizione dei quattro, il dialetto e per finire i filmati di una telecamera che li ha ripresi mentre fuggivano.

 

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di Patrizia Panico – fonte Il Mattino area sud-costiera

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