venerdì 7 Maggio 2021
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Bloody Money, Ciarambino : “De Luca non si presenta in aula”

Napoli Bloody Money, uno scandalo che ha fatto tremare, una straordinaria inchiesta giornalistica di Fanpage. Bloody Money ha scatenato l’ira di tanti, dei cittadini campani che ancora una volta vedevano la loro Regione al centro di una vicenda inquietante che riguardava uno dei problemi più importanti della Campania : i rifiuti.

Immagini raccapriccianti che hanno provocato scossoni politici ed avviato indagini da parte delle autorità competenti chiamate a dare una risposta concreta ai cittadini.

Il MoVimento 5 Stelle, forza politica particolarmente attenta al tema dell’ambiente, ha espresso sin da subito il proprio sdegno per quello che traspariva dai video pubblicati sul sito di Fanpage.

De Luca non si presenta a rispondere in aula” scrive sulla sua pagina Facebook Valeria Ciarambino, consigliere regionale in Campania ed esponente di spicco del MoVimento 5 Stelle.

Come cittadini vogliamo risposte alle nostre domande, come cittadini vogliamo sapere quante volte quello che si vede in quei filmati agghiaccianti è accaduto, vogliamo sapere di quali responsabilità, di quali negligenze, di quanta colpevole assenza di controllo possa essersi macchiato questo governo regionale” – continua Ciarambino –  “Se si sono commessi reati e se ci sono colpevoli quello lo scoprirà la magistratura. Noi abbiamo il dovere di ricercare le responsabilità politiche e per noi il responsabile politico si chiama Vincenzo De Luca

La gente è stanca di sentire bugie, e lo ha dimostrato con il suo voto” dice Valeria Ciarambino intervenendo in consiglio regionale nel dibattito sui rifiuti e sugli scandali che, negli ultimi mesi, hanno interessato la Campania.

A distanza di tre mesi dallo scandalo sullo smaltimento dei rifiuti tossici in Campania la tensione è alle stelle, ritorna al centro del dibattito politico una questione particolarmente sentita, “uno scandalo che riaccende angosce mai sopite della nostra terra”, e che costringe tutti ad interrogarci se “lo smaltimento illecito dei rifiuti tossici abbia mai avuto fine”.

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