lunedì 28 Settembre 2020
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Caivano. Rapina in farmacia, in comunità il 17enne che faceva da palo

CAIVANO. Identificato dai un 17enne che faceva da “palo” per una rapina in farmacia. Il tribunale per i minorenni ha disposto il collocamento in comunità.

I carabinieri della Tenenza di Caivano hanno dato esecuzione ad un’ordinanza che dispone la misura cautelare personale del collocamento in comunità, emessa dal G.I.P. del Tribunale per i Minorenni di Napoli, nei confronti di un 17enne.
Le indagini sono partite da un analogo filone, al termine del quale venivano eseguiti (il 5 marzo scorso) i medesimi provvedimenti restrittivi a carico di due minorenni autori di rapine perpetrate l’11 e il 16 febbraio nella cittadina a nord di Napoli.
Il 17enne è ritenuto responsabile, insieme ai due minori sopra citati, di una delle due rapine di cui sopra, realizzata ai danni di una nota farmacia caivanese e commessa con le aggravanti dell’utilizzo di armi e a volto travisato.
A carico del giovane, le indagini, svolte dai carabinieri della Tenenza di Caivano sotto il coordinamento della Procura della Repubblica per i Minorenni di Napoli, hanno determinato l’acquisizione di elementi probatori che, come per i suoi due complici già raggiunti dallo stesso provvedimento restrittivo, superano la soglia della gravità indiziaria richiesta per l’applicazione di una misura tanto afflittiva, in considerazione dell’età dell’indagato, come quella del collocamento in comunità.
In riferimento all’episodio contestato, l’acquisizione dei filmati di videosorveglianza del locale depredato, ha consentito di ricostruire un modus operandi caratterizzato da ruoli ben definiti, nel quale uno dei tre teneva gli astanti sotto la costante minaccia delle armi, un secondo rapinatore saccheggiava il registratore di cassa ed il terzo, il minore raggiunto dal provvedimento odierno, faceva da “palo” all’entrata della farmacia.
Tutti e tre travisavano regolarmente il loro volto con cappucci e scalda collo scuri.
Particolarmente significativo ai fini dell’identificazione dell’ultimo componente della banda, rivelatosi poi essere il fratello di uno dei due originari indagati, è stato il ritrovamento degli abiti indossati durante il colpo, nella stessa abitazione dove i militari, solo qualche settimana prima, avevano raccolto elementi di reità nei confronti del suo congiunto.
Le successive analisi antropometriche tra i fotogrammi ritraenti il “palo” della rapina e il destinatario dell’odierna misura cautelare, hanno poi completato un quadro indiziario già fortemente orientato verso un’interpretazione univoca dell’azione criminosa.

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