sabato 8 Agosto 2020
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Comitato Fondazione Francescana, oggi la presentazione a Benevento

BENEVENTO. Presentato il Comitato verso la Fondazione Francescana con i Poveri. “Progetti di economia civile per non lasciare indietro nessuno”.

Prende il via il Comitato Verso la Fondazione Francescana con i poveri. Il Comitato è stato presentato questa mattina a Benevento presso il Caffè delle Streghe nella splendida cornice di Palazzo Paolo V, tra i presenti il sen. Edoardo Patriarca, Presidente del Comitato verso la Fondazione Francescana con i Poveri, Padre Fortunato Grottola, Superiore del Convento dei Frati Cappuccini di Pietrelcina, Domenico Masone, Sindaco di Pietrelcina e S.E. Mons. Felice Accrocca, Arcivescovo di Benevento e Gennaro Santamaria delegato dal Sindaco di Benevento Clemente Mastella a portare i saluti della città. Fin dai prossimi giorni il Comitato lavorerà per la costituzione della Fondazione Francescana con i poveri, che si propone tra i principali obiettivi quello di riconquistare alla cultura odierna le radici fondative dell’economia francescana per progettare un futuro di speranza, una economia a misura di fraternità che produca anzitutto beni relazionali, che dia risposte compiute e di senso ai bisogni individuali e collettivi delle persone e che assuma la cifra della rigenerazione delle dimensione di vita di una comunità per creare lavoro degno e quanto più possibili relazioni sociali ricche di reciprocità. Un modello economico che non lascia nessuno indietro, che non tollera la logica delle scarto, ma superi quella “rudimentale antropologia del sistema economico globale oggi vigente, che non lascia agli esseri umani altra possibilità all’infuori di quella di essere risorse, quando va bene, o esuberi, quando va male, oppure scarti, quando va nel peggiore dei modi”. Una Fondazione che nasce dal basso e che intende fare proprio il principio di sussidiarietà, principio costituzionale e principio caro alla dottrina sociale della Chiesa. “Crediamo – si legge nel manifesto dei valori del Comitato – che sia giunto il tempo nel quale ciascuno si assuma la propria responsabilità, piccola o grande che sia, con gli strumenti e le risorse che dispone, per costruire insieme Bene Comune nei territori nei quali andremo ad operare. Crediamo nelle comunità locali, crediamo nelle comunità di cura e operose che progettano assieme e mettono a reddito tutte le risorse disponibili per un nuovo patto di cittadinanza che veda protagoniste le pubbliche amministrazioni, i soggetti economici, le associazioni, i singoli cittadini. Una stagione nuova di partecipazione e progettazione condivisa”. Una Fondazione che fa proprio lo spirito francescano depositato in Pietrelcina, una spiritualità che ci spinge all’impegno per costruire più fraternità e amicizia civile; una spiritualità che non si affida alle “grandi opere” di difficile realizzazione ma al “piccolo è bello”. Iniziative piccole e “minori” che portano con sé anche il contagio generativo della bellezza, del bene fatto bene, del bello dunque di cui è colmo l’umanesimo depositato nelle terre del Sud. “Un gesto di coraggio e di speranza – ha dichiarato il Senatore Edoardo Patriarca, Presidente Comitato verso la Fondazione francescana con i poveri – per dare voce alle tante persone che nelle nostre comunità silenziosamente, e con dedizione, sono impegnate a costruire comunità più cose e solidali. La fondazione francescana con i poveri vuole essere uno strumento che mettiamo a disposizione per aggregare risorse e competenze che puntino ad uno sviluppo duraturo e sostenibile nelle aree interne dei nostri territori. Vorremmo puntare sui nostri giovani, coltivare talenti e vocazioni imprenditoriali, vorremmo contrastare le povertà, tutte le povertà, proponendo percorsi che aiutino le persone a ritrovare una cittadinanza matura. È una esperienza che nasce dal basso e crede nella partecipazione e nel contributo di tanti”. Sulla centralità del francescanesimo e sul recente incontro con il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella l cuore dell’intervento dell’Arcivescovo di Benevento S.E. Mons. Felice Accrocca. “Il francescanesimo – ha dichiarato Accrocca – è il legame con sé e il contatto con le povertà. Dopo la pandemia il rischio della crescita dei poveri è già realtà, per cui la situazione richiede una presa di coscienza larga a cui deve seguire un’azione diversificata e al tempo stesso condivisa. Abbiamo incontrato il Presidente della Repubblica ed è stato un momento reale di ascolto. Lui, prendendo ad esempio la diffusione della banda larga, ha insistito che si partisse dalla periferia verso il centro, sarebbe veramente una rivoluzione copernicana se questo principio si attuasse in maniera più estesa. Ci prepariamo a fare un secondo forum, in forma laboratoriale, per amministratori possibilmente giovani e abbiamo invitato anche Mattarella. Quel forum lanciava un messaggio che prevedeva un cambio di mentalità, non credo sia arrivato interamente. Come vescovi siamo d’accordo per farlo diventare un appuntamento annuale”. I migliori auguri al Comitato sono stati formulati da Padre Fortunato Grottola, Superiore del Convento dei Frati Cappuccini di Pietrelcina. “Salutiamo con grande gioia la nascita di una Fondazione che fa proprio lo spirito francescano depositato in Pietrelcina, una spiritualità che ci spinge all’impegno per costruire più fraternità e amicizia civile”. Ha posto invece l’attenzione sulla centralità dei territori delle aree interne il primo cittadino di Pietrelcina Domenico Masone: “E’ importante che sia Pietrelcina, tra i simboli delle aree interne del nostro paese, ad ospitare la nascita di una Fondazione che immagina e disegna nuovi modelli economici che mettono al centro l’uomo e sopratutto chi fatica a rincorrere un mercato poco attento ai più deboli”. “Il valore distintivo di questa iniziativa – ha invece dichiarato Ettore Rossi, tra i promotori dell’iniziativa e Direttore dell’Ufficio per i problemi sociali e il lavoro dell’Arcidiocesi di Benevento – di costituire un’opera sociale che ha come orizzonte i poveri dentro la vita dei nostri territori minori è l’esser promossa da un gruppo di cittadini attivi, i quali non intendono chiedere l’intervento delle istituzioni variamente intese ma offrire, insieme ad altre persone che condividono lo stesso spirito e partendo dalle comunità, progettualità e sostegni anche micro caratterizzati dalle dimensione dell’esemplarità che possano innescare un processo virtuoso di sviluppo di popolo.

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