domenica 18 Gennaio 2026
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Commissione di accesso a Torre Annunziata: le reazioni della politica

La delusione del primo cittadino, Mazzella pronto a collaborare con la commissione d’accesso, la richiesta di elezioni per Forza Italia, il sostegno alla prefettura da parte di Fratelli d’Italia e l’appello di Bonajuto per un cambio culturale. Torre Annunziata rivive il passato

La scure è caduta questa mattina, per delega diretta del Ministro dell’Interno. Il Prefetto di Napoli, Michele di Bari, ha formalmente nominato la Commissione di accesso presso il Comune di Torre Annunziata. Tre mesi, prorogabili ad altri tre, per verificare la sussistenza di tentativi di infiltrazione e collegamenti della criminalità organizzata nell’amministrazione oplontina. Un atto dovuto, stando alle parole del Viminale, che riecheggia come un tuono in una città ancora stordita da anni di commissariamento e patteggiamenti.

La reazione del primo cittadino, Corrado Cuccurullo, arriva poche ore dopo, carica di un amaro realismo. “Sul piano emotivo e personale, sono amareggiato e dispiaciuto” ammette, senza girarsi intorno. Ma è sul piano politico che il sindaco prova a ribaltare il senso dell’operazione: “Può essere una straordinaria opportunità per fare chiarezza, in maniera definitiva, sulla trasparenza e limpidezza dell’Amministrazione Comunale che guido”. Parole di collaborazione, quelle di Cuccurullo, che però nascondono la preoccupazione per un’immagine della città nuovamente offuscata. “Fa male all’intera comunità – aggiunge – alimenta la sfiducia dei cittadini e la rassegnazione presente in città da decenni”.

Mentre in municipio si preparano ad accogliere gli ispettori, la politica regionale alza la posta in gioco. Il capogruppo di Fdi al Consiglio regionale della Campania Gennaro Sangiuliano  ritiene che “Ha fatto bene il prefetto di Napoli, Michele di Bari, a nominare la commissione di accesso per il Comune di Torre Annunziata al fine di verificare infiltrazioni della criminalità organizzata in seno all’amministrazione civica. Per Fulvio Martusciello, segretario campano di Forza Italia, la questione è chiara: “In situazioni come quelle di Castellammare di Stabia e Torre Annunziata è necessario andare al voto, e farlo presto”. La sua è una stoccata diretta ai suoi avversari: “È meglio questo che una lenta agonia con amministrazioni deboli, alla mercé di poteri esterni”. La soluzione, per gli azzurri, ha una data: maggio.

Per il senatore del Movimento 5 stelle, Orfeo Mazzella “È indispensabile che tutti gli amministratori locali operino con rigore e responsabilità per tutelare l’istituzione da qualsiasi forma di pressione esterna” e offre la propria “disponibilità nel rispetto delle mie funzioni a collaborare con la Commissione d’accesso per ogni eventuale esigenza”.

Più articolata, e tecnicamente informata, la posizione di Ciro Bonajuto, consigliere regionale di Italia Viva e vicepresidente ANCI con delega alla legalità. “Una decisione che va rispettata” esordisce, ma subito dopo ne condivide il “rammarico”. Il suo è un j’accuse contro la povertà degli strumenti a disposizione: “Ad oggi esiste solo l’art. 143 del TUEL che prevede solamente lo scioglimento dei Comuni come unico mezzo di prevenzione”. Per Bonajuto le commissioni e gli scioglimenti non bastano: “Va innescato un cambio di rotta culturale – afferma – dobbiamo investire nei giovani, nella scuola, nell’educazione civica”. Gli strumenti repressivi, da soli, “risultano inefficaci”.

Ma a Torre Annunziata, la storia ha un sapore di déjà-vu. Non è la prima volta che una commissione d’accesso varca i cancelli di Palazzo Criscuolo. Accadde con l’amministrazione Starita, dove l’esito si limitò a una serie di prescrizioni e un successivo cambio della maggioranza. E accadde, in modo ben più drammatico, con il sindaco Vincenzo Ascione: la sua giunta fu sciolta dal governo, per poi essere completamente assolta in sede di magistratura ordinaria.

Proprio qui emerge il paradosso di una legge nata con le migliori intenzioni. La normativa sullo scioglimento dei comuni per infiltrazioni mafiose sta mostrando il fianco a critiche sempre più feroci. Troppa discrezionalità concentrata nelle mani dell’esecutivo centrale e del ministro dell’interno, troppo potere in una norma che rischia di trasformarsi in un’arma politicamente orientabile. A Torre Annunziata, intanto, si aspetta. Nel silenzio preoccupato che precede l’arrivo dei commissari, mentre la città si interroga su un futuro già visto.

Giacas

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