domenica 17 Gennaio 2021
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Covid: per Confapi al Sud a rischio 1 impresa su 3

Il presidente Raffaele Marrone: «Serve riforma della Pubblica amministrazione»

«Dai comportamenti del governo traspare un assoluto disorientamento per quanto riguarda le fasi di messa in sicurezza delle imprese e del circuito produttivo nazionale».

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Queste le parole di Raffaele Marrone, presidente Confapi Napoli, a commento dell’ultimo report Istat sulle imprese in piena emergenza Covid e sulle misure che intende mettere in campo l’esecutivo.

Nel dettaglio emerge che circa 73mila imprese, che pesano per il 4% dell’occupazione, hanno dichiarato di essere chiuse: e di queste 17mila prevedono di non riaprire (l’1,7% delle imprese pari allo 0,9% degli occupati). Tra le imprese attualmente non operative, quelle presenti nel Mezzogiorno sono a maggior rischio di chiusura definitiva: il 31,9% di quelle chiuse (pari a 6mila unità) prevede di non riaprire, rispetto al 27,6% del Centro, al 23% del Nord-ovest e al 13,8% del Nord-est (24% in Italia).

Un quadro estremamente negativo, a fronte del quale, secondo Marrone, «non sembra esserci alcuna possibilità, ma soprattutto capacità, di risolvere i problemi atavici della Campania, del Sud Italia e, più in generale, dell’intero Paese». «È impensabile – prosegue – che si voglia parlare seriamente delle risorse del Recovery fund e del Next Generation Eu senza aver prima aver eliminato ostacoli come la palude burocratica in cui le nostre imprese finiscono con l’affondare. I tempi per ottenere incartamenti, licenze, autorizzazioni sono lunghi, estremamente complessi e per nulla garantiti. E questo si traduce in un rallentamento dell’attività produttiva e delle capacità di sviluppo dei territori».

Marrone sottolinea inoltre «il rapporto conflittuale tra la giustizia e il mondo delle imprese», evidenziando come una riforma si renda «necessaria» al fine di «rendere certi e rapidi i tempi di risposta del sistema giudiziario». E ancora «l’abbattimento delle tasse». Secondo il numero uno di Confapi Napoli, infatti, «serve una pausa fiscale per l’emergenza Covid, ma ci deve essere anche una razionalizzazione di tutto il sistema fiscale che incombe come una spada di Damocle sulle Pmi».

Più ad ampio raggio, quindi «c’è la necessità di predisporre una riforma strutturale della Pubblica Amministrazione che sia di supporto e non di ostacolo all’imprenditoria. La verità è che finora nessuno si è assunto la responsabilità di pianificare un programma dettagliato e soprattutto omogeneo delle cose da fare limitandosi piuttosto a sterili tentativi che non hanno portato ad alcun risultato concreto. Solo dopo aver fatto tutto ciò – conclude Marrone – si potrà parlare seriamente delle risorse che arriveranno e si potranno salvare le nostre imprese».

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