venerdì 7 Maggio 2021
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Damiano: “Il Palio non solo memoria, ma aperto al futuro”

SOMMA VESUVIANA. Importa che il Palio non sia solo Memoria ma si apra verso il Futuro attraverso l’incontro con le diverse culture, i diversi modi di vedere presenti sul territorio, altrimenti sarà la fine per tutti…verremo superati, oserei dire baipassati, da un’alta marea di cui quel che accade oggi è solo un anticipo.

Occorre che il Palio delle Contrade resti quel che è, ma si apra al Palio dei Popoli presenti nel nostro territorio… ai diversi gusti – tradizioni culturali ed educative – costumi e giochi.
Parafrasando il grande filosofo – teologo Agostino di Ippona : “Occorre che sia sempre sgradito ciò che siamo, se vogliamo giungere a ciò che non siamo ancora, perché accade spesso che ci fermiamo lì dove ci sentiamo bene ….Occorre continuamente camminare, procedere in avanti di continuo senza fermarsi lungo il cammino, non voltarsi e non deviare …..resta indietro chi non avanza.
Ma forse voltarsi indietro può avere un senso: Ritrovare lo spirito originario, le motivazioni per cui è nato, ma soprattutto ritrovare le persone, i giovani, ora adulti di venticinque anni fa, che con noi hanno creduto ed hanno operato per il bene della collettività; preferirei comunità, perché esprime ed implica relazioni tra…. Giovani adulti, a volte sopraffatti dalle vicende della vita e oggi, nel momento della crisi spesso come noi, vuoti e senza senso o direzione. E noi, molte volte non abbiamo avuto il tempo di star loro vicino, capirli e comprenderci fino in fondo.
E’ giunto il momento di fare quanto detto per ridare slancio alle profonde motivazioni del PALIO
• Far crescere la collaborazione tra tutti…mettere in evidenza ciò che conta: il bene di tutti e non di una parte della città o di un partito.
• Urge provare a relazionarsi con tutti coloro che amano questa città; é impellente farlo, perché è impensabile che nell’epoca della globalizzazione si curi e pensi solo al particolare e non al bene comune. Se ciò non sarà possibile, perché vogliamo fermarci dove stiamo bene e non guardare avanti, occorre rivolgersi a quelli di altre culture e civiltà che son stati capaci di lasciare il loro particolare a rischio della vita ed aprirsi a ciò che è diverso da loro, affascinati spesso dal nostro frivolo benessere.
• Essi per noi sono una ricchezza! Il loro diverso modo di considerare le cose, farà apprezzare quanto abbiamo e non conosciamo e di cui spesso non ci rendiamo conto. Occorre comprendere quanto abbiamo, prima di poterci lanciare in avanti. Quanto detto è necessario, perché ancora abbagliati dalle cose e non dai valori.
• Le angolature culturali diverse, che costoro ci offrono, preparano il futuro che ci aspetta:
o La sinfonia delle culture e dei popoli.
• Dopo anni di culture nazionali e nazionalismi… occorre apprendere a leggere quanto accade intorno.
• Le vecchie emigrazioni dei popoli nei nostri territori, sono state considerate spesso: invasioni barbariche. Non è così!
• Sarebbe bello oltre che buono, comprendere quanto hanno contribuito alla nostra identità culturale e razziale. Oggi potremmo dire che la presenza di persone di razze, culture e religioni diverse viene a ridare linfa vitale al vecchio occidente chiuso ed egoista nel suo ghetto di Stato e Nazione, di cui il Primo, legato agli inizi del Primo Millennio, l’altro alla Rivoluzione francese di fine Settecento.
o La storia del mondo è più veloce delle nostre singole storie personali e nazionali, superate dalla velocità di internet, di cui non ci rendiamo conto.
o Il futuro è alle porte e ci sopravanzerà come uno Zunami.
o La nostra Patria è il piccolo pianeta Terra e i futuri uomini saranno i cittadini del Mondo. Il pianeta sarò Uno e se vorrà sopravvivere, dovrà realizzare l’interconnessione tra tutti i popoli, le culture, gli alimenti e i beni, che poiché della Terra.. son di tutti
Mario Damiano

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