lunedì 10 Agosto 2020
Home Cronaca Droga nel nolano: ai domiciliari tre indagati di Tufino e Camposano

Droga nel nolano: ai domiciliari tre indagati di Tufino e Camposano

Il tribunale del Riesame di Napoli ha accettato la richiesta di scarcerazione presentata dagli avvocati del foro di Nola, Dott. Walter Mancuso e Dott. Alessio Scala, e ha concesso la misura degli arresti domiciliari per i tre imputati Bartolomeo Falco, Felice Menna (di Tufino, provincia di Napoli) e Biagio De Vattimo (residente a Camposano). I tre erano finiti in carcere lo scorso 15 ottobre 2018 nell’ambito dell’operazione antidroga denominata ‘White Stone’, coordinata dalla Procura della Repubblica presso il tribunale di Santa Maria Capua Vetere (Caserta).

I fatti

Secondo le accuse del pubblico ministero, il Dottor Luigi Landolfi e del G.I.P. (Giudice per le Indagini Preliminari), la Dottoressa Isabella Iaselli, i tre indagati erano membri di uno dei cinque gruppi dediti all’acquisto e alla successiva rivendita di importanti quantitativi di sostanze stupefacenti sulle piazze dei comuni della provincia di Napoli, Caserta e Avellino. Oggi, accogliendo l’istanza difensiva dei legali dei tre imputati, i magistrati del riesame hanno ritenuto insussistente nei loro confronti il capo di imputazione dell’associazione finalizzata allo spaccio di droga e hanno così revocato la custodia cautelare in carcere, attenuando la pena ai domiciliari.

Le dichiarazioni dell’avv. Mancuso

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Intervistato dalla nostra redazione l’avvocato Walter Mancuso di Nola, legale difensore dell’indagato Falco, ha dichiarato: “Il Tribunale del Riesame ha ridimensionato la vicenda che ha coinvolto anche l’imprenditore Falco Bartolomeo, escludendo la grave accusa di associazione finalizzata al traffico di stupefacenti. Attendiamo le motivazioni e prepareremo la difesa per l’eventuale processo, nel corso del quale riteniamo di poter dimostrare la estraneità del Falco anche dai singoli episodi di spaccio che la Procura ed il Gip gli hanno contestato. Si tratta di un procedimento in cui la prova è costituita dalle sole intercettazioni telefoniche, che per loro natura sono equivoche ed insidiose. In sede di interrogatorio Falco ha chiarito ogni equivoco. Nonostante la scarcerazione valuteremo di ricorrere in Cassazione perché Falco affronti il processo da uomo libero”

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