venerdì 10 Aprile 2020
Home Cronaca Droga shop in gestione familiare: suocero e genero in manette

Droga shop in gestione familiare: suocero e genero in manette

MARIGLIANO. Suocero e genero gestivano un droga shop in casa. A ognuno il suo ruolo: mentre uno si occupava, tra le mura domestiche, della preparazione, peso e imbustamento delle dosi, l’altro, la giovane leva, si premuniva di smistare le dosi spacciandole in giro. Fino all’arrivo della polizia che ha arrestato i due responsabili per detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio e detenzione illegale di una pistola. 

I poliziotti del Commissariato di Nola e gli agenti della Squadra Mobile di Napoli, hanno arrestato Silvio Izzo 51anni e Aniello Genovese 23anni, rispettivamente suocero e genero, per essersi resi responsabili, in concorso tra loro del  reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente. Il 51enne Izzo, inoltre,  risponde anche del reato di detenzione illegale di arma comune da fuoco, con relativo munizionamento ed ulteriori 31 cartucce.

Ieri, nel tardo pomeriggio, gli agenti, a seguito di attività investigativa sono intervenuti in Marigliano, alla via Pontecitra  dove hanno intercettato il 23enne alla guida di un auto. Al controllo dell’auto, i poliziotti lo  trovato  in possesso di una dose di cocaina.

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Le perquisizioni degli agenti si sono poi estese anche nell’abitazione di Aniello  Genovese, in località Fabiano, dove il 23enne vive con il suocero Silvio Izzo. All’arrivo degli agenti in casa c’era anche il 51enne. A seguito di un controllo,  i poliziotti hanno rinvenuto in un armadio della camera da letto, oltre 35 grammi di cocaina ; un bilancino di precisione mentre, nascosta dietro il  termosifone del bagno, gli agenti hanno inoltre rinvenuto una pistola calibro 7,65 con matricola abrasa completa di caricatore con 7 cartucce ed altre 31 cartucce dello stesso calibro custodite in un sacchetto di cellophane.

Gli agenti hanno arrestato i due ed hanno quindi sequestrato la droga, l’arma, il munizionamento e la somma di 4.700 euro rinvenute all’ interno della tasca di una giacca.

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