giovedì 19 Maggio 2022
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Due vedovi allegri, Izzo e Buccirosso portano in scena la fecondazione eterologa e i drammi del covid

Dopo tanti film girati insieme davanti alla macchina da presa, per la prima volta in scena insieme sulle tavole di un palcoscenico, gli attori comici napoletani Biagio Izzo e Carlo Buccirosso, noti e molto apprezzati dal pubblico di tutte le età per la loro ilarità spontanea e naturale, hanno messo al centro della nuova commedia che li vede protagonisti, dal titolo “Due vedovi allegri”, tematiche importanti come i drammi delle perdite umane nel periodo emergenza pandemica da covid e argomenti etici di rilievo, soprattutto per quanto concerne la bioetica, con la trattazione, sfruttando una chiave tra il serio (Carlo Buccirosso) e il faceto (Biagio Izzo), di una materia ostica nel dibattito delle nuove tecniche di procreazione quale è il tema della fecondazione eterologa.

Oltre ai due protagonisti, completano il cast artistico dello spettacolo: Gino Monteleone, Elvira Zingone, Donatella De Felice, Floriana Monici e Roberto Giordano, con le scene di Gilda Cerullo e Renato Lori. La piece teatrale, prodotta da Ente Teatro Cronaca Vesuvioteatro e A.G. Spettacoli, ha debuttato al Teatro Augusteo di Napoli e sarà in scena sino al prossimo 16 gennaio. I costumi di scena sono stati realizzati dalla costumista Zaira de Vincentiis, il disegno luci è stato affidato a Francesco Adinolfi, mentre le musiche, originali, sono state composte dal maestro Cosimo Lombardi, le scenografie sono state realizzate da Renato Lori e Gilda Cerullo.

La trama in sintesi

La commedia, scritta e diretta dallo stesso protagonista Buccirosso, si apre con una partenza drammatica e tragica. Lo spettatore si trova proiettato nell’ambiente domestico di Cosimo Cannavacciuolo (interpretato da Carlo Buccirosso), un uomo che vive con la costante paura di contrarre il virus del covid: è un personaggio che potremmo definire un po’ fissato con la pulizia, anche a causa del fatto che la pandemia gli ha portato via non solo l’attività lavorativa (è un antiquario che ha chiuso il proprio negozio e ha portato tutti gli oggetti in vendita a casa sua, come si può agevolmente capire dalla scenografia)  ma anche la moglie, deceduta a causa del virus. Come se non bastasse il suo istituto bancario minaccia di sfrattarlo di casa se non salderà i suoi debiti. Biagio Izzo, invece, veste i panni del classico portiere di un palazzo napoletano, Salvatore, una presenza ingombrante e a tratti anche invadente nella vita del signor Cosimo. Anche Salvatore è rimasto vedovo da alcuni anni. Da qui si intreccia la vicenda con l’entrate in scena anche di altri personaggi, tutti funzionali al racconto scenico: dal medico ginecologo che vive nello stesso palazzo, ad una attrice che deve lavorare a Napoli ed è ospitata in casa Cannavacciuolo, dalla figlia di Salvatore che svolge le pulizie in casa di Cosimo perché le servono per un ipotetico matrimonio, poiché invaghita del figlio di un condomino, dalla coppia di coniugi Tomacelli che vivono al piano di sopra, veri e propri deus ex machina della sinossi, depositari di un misterioso segreto, che vengono spiati col binocolo dal bagno di casa Cannavacciuolo mentre sono nell’intimità della propria camera da letto.

Un gioco di equivoci e fraintendimenti si snoda durante l’intero arco della rappresentazione: circa 150 minuti in due atti che conducono lo spettatore attraverso l’ironia e il sarcasmo a riflettere su alcuni aspetti importanti, lo ribadiamo, come le conseguenze che il covid ha lasciato nei rapporti umani e familiari, oltre che ad argomentazioni bioetiche sulla fecondazione assistita.

A teatro si respira la classica aria delle vacanze natalizie: la sala è gremita in ogni ordine di posto, anche se l’atmosfera sembra ancora un po’ surreale perchè il pubblico è tutto “mascherizzato”. All’ingresso non si sono registrate particolari file per il controllo della certificazione verde Greenpass c19.

Saverio Falco
Giovane studente, intraprendente, ricco di fantasia, creativo e gioioso. E' veramente un piacere avere tra noi autori, scrittori, giornalisti, filosofi, ma soprattutto ragazzi come quello odierno: un'anima che ama la cultura in tutte le sue sfaccettature, che trasmette un pensiero legato all'amore puro, dai sentimenti profondi. Nel 2012 fa il suo battesimo con la carta stampata, rivelando all'attenzione di noialtri lo spirito polivalente dell'esistenza. (A cura del poeta GIANNI IANUALE)

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