giovedì 6 Ottobre 2022
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Elezioni, Vincenzo Romano: “Mi candido per rappresentare il mio territorio”

Vincenzo Romano, avvocato penalista, già consigliere comunale di Pomigliano d’Arco nonché candidato sindaco, ha deciso di candidarsi alla Camera dei Deputati in vista delle elezioni politiche del 25 settembre nel collegio uninominale Campania 01 di Acerra. L’ avvocato Romano si definisce un uomo “comune” che ha deciso di mettersi in gioco “perché amo immensamente questa terra”.

Avvocato Romano, dopo le esperienze nella politica della propria città ha deciso di candidarsi alla Camera. Da dove nasce questa decisione?

“Sono nato a Pomigliano d’Arco e vivo il territorio. Conosco le problematiche, i limiti, ma anche le potenzialità di questo. Mi batto affinché, con la mia candidatura si possa ristabilire il principio di rappresentanza territoriale”.

Durante la campagna elettorale cosa le chiedono maggiormente i cittadini che incontra?

“Nonostante l’avvento dei social di cui riconosco l’importanza mediatica, mi piace la campagna elettorale sul territorio, tra la gente. In questi giorni, nei miei incontri con commercianti, artigiani, imprenditori e dipendenti, l’argomento che desta maggiore ansia e preoccupazione è quello dell’aumento dei costi energetici. C’è la paura che ci possano essere ricadute pesanti sull’occupazione e, quindi, sui redditi”.

Secondo i sondaggi il primo partito sarà quello dell’astensionismo. Come si convince chi ha scelto di non votare?

“Ci auguriamo che una candidatura territoriale, di una persona che ne conosce bene le problematiche, sia più credibile di una candidatura calata dall’alto. Per recuperare credibilità è necessario andare avanti con azioni programmate e con un metodo di governo pragmatico, come quello di Draghi, portato avanti da persone coerenti, competenti e con le idee chiare”.

Lavoro e ambiente saranno punti cardini del nuovo governo: cosa ne pensa del reddito di cittadinanza e delle proposte che arrivano dalla destra riguardo il nucleare?

“Il centrodestra è favorevole al nucleare di ultima generazione. Per raggiungere l’obiettivo “emissioni zero” al 2050 è necessaria una trasformazione nel segno delle rinnovabili, che includa però anche il nucleare. Generare tutta l’energia elettrica necessario al 2050 con sole tecnologie rinnovabili variabili richiederebbe impianti eolici e fotovoltaici, sistemi di accumulo di breve e lungo termine, reti elettriche e conseguente occupazione di suolo in misura almeno tripla rispetto a un mix ottimale con rinnovabili e nucleare. Inoltre, i costi del sistema elettrico sarebbero fino al 50% più elevati. Il punto, comunque, non è chi fa la proposta, ma la sostenibilità della stessa.

Per quanto riguarda il Reddito di Cittadinanza, questo è uno strumento realizzato male, benché abbia avuto una sua utilità, ma soprattutto rimasto incompiuto. Doveva essere una misura “palliativa”, invece è finito per diventare puro assistenzialismo. Doveva accompagnarsi alla riforma dei centri per l’impiego che non è stata più fatta, il risultato è che pochissimi hanno trovato lavoro, ancor meno sono riusciti a formarsi professionalmente. Occorre introdurre delle modifiche che incentivino maggiormente la ricerca di un impiego e l’inserimento nel mercato del lavoro”.

In caso di elezione quali sono i temi prioritari su cui lei si batterà per il territorio?

“In questi giorni sto ascoltando le istanze del territorio. È fondamentale tornare a pagare bollette sostenibili, ridurre i prezzi dei beni di prima necessità, proseguire con la realizzazione delle infrastrutture al Sud”.

Cosa pensa della scelta di Luigi Di Maio  di non candidarsi nel collegio del suo territorio?

“Penso esattamente la stessa cosa della maggioranza delle persone: Di Maio sa di aver deluso e ferito un certo numero di elettori e teme un brutto risultato. Anche se penso che la differenza tra uno che fa politica e uno che cerca la poltrona sia proprio il coraggio. A dire il vero, comunque, Di Maio è capolista nel listino proporzionale: gli tocca però prendere i voti di lista”.

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