La scelta minaccia scuole, associazioni sportive e di volontariato in un’area nata per servire la comunità
Da lunedì 12 gennaio 2026, l’accesso all’ex Base NATO di Bagnoli, oggi conosciuta come Parco San Laise, diventerà a pagamento. Una decisione che ha sollevato immediate proteste da parte di cittadini, genitori, associazioni sportive, realtà scolastiche e di volontariato che operano all’interno della struttura. L’installazione di sbarre elettroniche, l’unica macchinetta automatica per il pagamento e la segnaletica con tariffe orarie e abbonamenti trasformano di fatto uno spazio dedicato al sociale in un parcheggio a pagamento, in netto contrasto con la vocazione originaria dell’area.
L’ex Base NATO non è nata come parcheggio, e tale non può essere considerata – specialmente alla luce della sua distanza dai centri abitati e del suo ruolo aggregativo e sportivo. La struttura, affidata in gestione a diverse associazioni non profit e società sportive, è da anni un presidio di inclusione, sport e impegno civile. Qui operano gratuitamente associazioni di supporto a persone con disabilità, indigenti e presidi di emergenza legati al bradisismo, oltre a società sportive – come l’Amatori Rugby Napoli che conta più di 450 tesserati – che promuovono iniziative sociali con le scuole del territorio e progetti di inclusione grazie all’ autofinanziamento delle attività.
La decisione di monetizzare l’accesso all’area assume quindi i contorni di un’operazione speculativa, che rischia di danneggiare proprio coloro che quotidianamente la vivono e la valorizzano: atleti, famiglie, studenti e volontari.
Tra le criticità più evidenti, spicca la situazione delle tre scuole presenti nel complesso. I genitori avranno solo 30 minuti di tolleranza per l’ingresso e l’uscita degli studenti, con il concreto rischio di code, congestione del traffico e problemi di sicurezza, perfino per i mezzi di emergenza. Una penalizzazione inaccettabile per chi già contribuisce a tenere viva questa parte di città.
Sul tema è intervenuto con forza il deputato Francesco Emilio Borrelli (Verdi-Sinistra), che ha definito la scelta “discutibile” e in contrasto con il Piano Urbano Approvato dal Comune di Napoli, il quale prevede che l’area resti pubblica e a servizio della collettività. Borrelli ha annunciato che monitorerà la situazione e valuterà ogni iniziativa necessaria per garantire trasparenza e legittimità, chiedendo nel frattempo alla Fondazione Banco Napoli per l’Infanzia – gestore dell’area – di aprire un confronto con associazioni e cittadini.
Quella dell’ex Base NATO è una questione che riguarda tutti: non si tratta solo di un parcheggio, ma del futuro di un presidio di comunità. Servono soluzioni condivise, non imposizioni che rischiano di svuotare di significato un luogo simbolo di sport e solidarietà.






