lunedì 3 Ottobre 2022
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Fratelli d’Italia verso le elezioni tra arresti e saluti romani

Barbara Mirabella, candidata alle Regionali in Sicilia per FdI, ed ex assessore comunale alla Cultura a Catania, nella giunta di Salvo Pogliese, è stata arrestata per
corruzione dalla squadra mobile della città etnea. Il Gip ha disposto per lei i domiciliari.

Il magistrato ha disposto anche la sospensione dall’attività per un anno per altri due indagati: l’ex rettore dell’Università di Catania Francesco Basile, dal ruolo di direttore dell’Uoc della Clinica Chirurgica del Policlinico, e l’imprenditore Giovanni Trovato, dall’esercitare la sua attività nel settore delle forniture ospedaliere. L’inchiesta è stata coordinata dalla Procura di Catania e riguarda due filoni di indagini avviate sul professore Basile.

 

Saluto romano a funerale, aperta inchiesta esplorativa

La Procura di Milano ha aperto un fascicolo esplorativo, senza ipotesi di reato e senza indagati, sulla vicenda del presunto saluto romano dell’assessore lombardo Romano La Russa al funerale del cognato.

L’indagine ‘perlustrativa’, coordinata dal pm Alberto Nobili, è stata aperta sulla base degli articoli di stampa e dei video circolati sul web e sui social.

Gli accertamenti sono stati affidati alla Digos della Questura di Milano, che deve verificare in modo ufficiale quanto accaduto. “Io quando vado a un funerale prego e non alzo il braccio teso. Sicuramente se la poteva risparmiare”. Così il leader della Lega Matteo Salvini ha commentato l’apertura di un’inchiesta a sul presunto saluto romano nel corso di un funerale dell’assessore regionale lombardo Romano La Russa (FdI). Ai giornalisti che a Milano gli hanno chiesto se La Russa si dovrà dimettere, Salvini ha risposto che “Il governatore Fontana farà le sue scelte, mi sembra veramente qualcosa di cui l’Italia non ha bisogno. Quando uno va in chiesa prega, stringe la mano nel segno della pace, non alza il braccio teso. Questo è evidente”. Romano La Russa, l’esponente di Fratelli d’Italia e assessore alla Sicurezza della Lombardia, al centro delle polemiche per un saluto romano durante il funerale del cognato Alberto Stabilini, ha preso carta e penna e scritto a consiglieri e colleghi di giunta per spiegarsi. “Mi dispiaccio profondamente e chiedo scusa se qualcuno si è sentito incomprensibilmente offeso” ha scritto sottolineando che Alberto era un amico di vecchia data, gemello di sua moglie. Alberto “non era un estremista”, ha aggiunto ma un “appassionato di politica fin dagli anni Settanta, era un uomo discreto, umile e sempre dalla parte degli ultimi, come è stato ricordato anche dal sacerdote durante il rito religioso in Chiesa. Nessuno, men che meno lui, avrebbe voluto, alla sua morte, tanta pubblicità e una tale strumentalizzazione”. “Non è stato commesso alcun atto illecito, come fior di sentenze di numerosi tribunali confermano. I fatti oggetto dell’odierna polemica – ha sottolineato La Russa – sono lontani anni luce da tutto ciò che può essere accostato al fascismo. Si è trattato dell’ultimo saluto destinato a una vita che è volata in cielo, nel cordoglio dei cari e degli amici fraterni e nel rispetto delle sue ultime volontà. Ritengo che non dovrebbe essere lecito voler scegliere per altri quale sia l’addio più corretto da dedicare a chi ci ha tristemente lasciato, né insegnare come si debbano mostrare le proprie emozioni, filmare e poi strumentalizzare un atto d’amore nei confronti del defunto. Un gesto che ho cercato comunque di evitare in tutti i modi, come confermano le stesse immagini e i video, che forse potrebbero essere fraintesi. Ma questa è la realtà, ho tentato inutilmente di farli desistere”. La sua conclusione è con “l’auspicio che, in un Paese come il nostro, fatti privati non debbano essere giudicati da una presunta e ipocrita supremazia culturale. Vi ringrazio per l’attenzione e Vi chiedo di aiutarmi lavorando tutti insieme per risolvere i problemi reali dei cittadini lombardi e d’Italia”

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