Il 27 gennaio come ogni anno, si celebra la Giornata della Memoria in onore delle vittime dell’antisemitismo.
In questo giorno in tutte le scuole italiane docenti e studenti sono impegnati in attività finalizzate a tener vivo il ricordo dell’olocausto, più precisamente definito con il termine “shoah”.
Il termine olocausto infatti dal latino tardo holocaustum e dal greco tardo ὁλόκαυστον “bruciato interamente” designa antiche forme sacrificali praticate in particolare nella religione greca ed ebraica in cui, il corpo della vittima veniva bruciato completamente.
L’ ”ōlāh” era per gli ebrei la più completa espressione del culto offerto a Dio, istituito da Mosè. Il rito sacrificale consisteva nel bruciare interamente sull’altare animali di sesso maschile (toro, vitello, montone o agnello, capretto o il capro, e tra gli uccelli, la tortora e il colombo) i quali, dovevano restare sull’altare tutta la notte.
Nell’antica religione greca invece, l’olocausto differisce dal convenzionale sacrificio agli dei poiché, secondo la regola, in occasione di questo specifico rituale non era possibile per il sacrificante consumare la vittima, la quale era unicamente dedicata al destinatario del sacrificio.
Per un processo di “estensione” linguistica ha acquisito poi il significato di sacrificio totale, distruzione di gruppi etnici o religiosi, di popolazioni, città, divenendo sinonimo di massacro, martirio,”genocidio”.
Con “shoah” invece, termine ebraico («tempesta devastante») si intende più precisamente lo sterminio di circa sei milioni di ebrei ad opera dei nazisti durante il Secondo conflitto mondiale. Viene considerato preferibile in quanto non porta con sé come “olocausto” l’accezione di sacrificio inevitabile.
Ricordiamo alcuni tra i celebri esempi della letteratura europea sulla realtà dei lager:
L’amico ritrovato di Fred Uhlman, è ispirato alla vita dell’autore la cui infanzia venne messa a dura prova dalle leggi raziali. Ambientato nel 1932 a Stoccarda tratta la storia di un ragazzino di origine ebrea che a scuola stringe amicizia con Konrad, di famiglia nobile e antisemita. La madre di quest’ultimo infatti fortemente ostile agli ebrei ostacola l’amicizia tra i due. Konrad comunica ad Hans la sua fascinazione verso Hitler e le strade dei due si dividono. Ma dopo anni e dopo la delusione iniziale, apprenderà che Konrad è stato giustiziato perché implicato nell’ uccisione di Hitler.
Il Diario di Anna Frank Tratta della storia di Anna, la quale nel giorno del suo tredicesimo compleanno, riceve in dono un diario che le sarà di grande conforto e nel quale comincerà ad annotare nelle sue memorie del periodo trascoroso nell’”Alloggio segreto”, di tutti gli avvenimenti e delle sue angosce. Scrive inoltre della sua intenzione diventare scrittrice o giornalista e pubblicare il suo diario in forma di romanzo che sarà edito dopo la sua morte avvenuta in un campo di sterminio, per la prima volta nel 1947 con il titolo “L’Alloggio segreto” in una tiratura di 3.000 copie, a cui seguirono innumerevoli ristampe, traduzioni, un adattamento teatrale e cinematografico.
Se questo è un uomo, esordio di Primo Levi. Un romanzo autobiografico in cui il chimico racconta in maniera lucida e distaccata la tragica esperienza di Auschwitz dal marzo 1944 – gennaio 1945 . Sopravvissuto al lager infernale attraversa l’ intera Europa in un viaggio che dura circa otto mesi. La liberazione e l’avventuroso ritorno in saranno i temi del suo romanzo successivo La tregua.









