mercoledì 21 Gennaio 2026
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Guerra nel PD di Torre Annunziata: voglia di rinnovamento o lotta per il potere?

Dopo le dimissioni dell’ AD della Primavera, il PD si spacca su nomine e equilibri di potere. La Procura indaga sullo stadio e potrebbe essere la mossa che cambia la partita, spingendo per una giunta di tecnici

Non trova pace la sezione del Partito Democratico di Torre Annunziata. Mentre la città avrebbe bisogno di proposte concrete, programmi e visione, nel partito di maggioranza prevalgono divisioni e personalismi. Un gioco di potere che sembra non avere fine, e che rischia di lasciare indietro i bisogni veri della gente.

Tutto è cominciato con le dimissioni dell’amministratore delegato della Primavera, società partecipata del comune. Un evento che ha scosso gli equilibri, spostando pezzi sulla scacchiera politica. Fabio Giorgio e Pietro Lucibelli hanno abbandonato la maggioranza insieme alla new entry del partito, la consigliera Luisa Acunzo. Nella minoranza, invece, le due candidate alla segreteria, Nella Monaco e Gabriella Pepe, non hanno firmato il documento di sfiducia nei confronti dell’attuale segretario Ciro Passeggia. Segno che nulla è chiaro, e tutto è in movimento.

In ballo non c’è solo la presidenza della partecipata, ma anche la tenuta stessa della giunta comunale. Si parla di un rimpasto, con gli assessori indicati dal PD che tremano. Tania Sorrentino sembra blindata, sostenuta a livello nazionale dall’eurodeputato Sandro Ruotolo, quindi sarebbe l’avvocato Lina Nappi pronta ad essere sacrificata per fare spazio, all’interno della stessa corrente, a Francesco Savarese come presidente della Primavera. A contendersi il posto lasciato libero da Lina Nappi sono i consiglieri Monaco e Giorgio, in lotta per indicare il nuovo assessore.

Mentre si attende di capire se la sezione verrà commissariata o se si troverà un accordo per un nuovo segretario, spunta il nome di Raffaele Scigliano. Finora rimasto fuori dai giochi, è apprezzato sia dall’ex maggioranza che dalla minoranza. Un possibile mediatore, o l’ennesima pedina in una partita che sembra non volersi concludere?

A parlare chiaro è Gabriella Pepe, una delle voci più critiche: «Le dimissioni nel Direttivo confermano una crisi politica segnata da lotte interne e giochi di potere. Sono una delle due della minoranza che, per ora, ha scelto di non firmare le dimissioni per comprendere fino in fondo la manovra in atto. Resto iscritta al PD perché rispetto i suoi valori, ma prendo le distanze da un modo di fare politica che svuota il partito di credibilità e allontana i cittadini.»

Ancor più duro e critico l’ex segretario del circolo PD, Giuseppe Manto, che accusa apertamente una regia interna per bloccare il circolo e gestire le nomine «in trattativa privata»: «Le dimissioni di tredici membri del direttivo servono a un solo scopo: bloccare l’azione del circolo locale. Con la complicità del segretario provinciale, prima hanno costretto me alle dimissioni, adesso fanno fuori Passeggia. La verità è che questa azione è costruita ad arte da alcuni capibastone che già scalpitano per accaparrarsi poltrone in giunta. Il fatto è che a questa gente importa ben poco del Partito Democratico e ancor meno di Torre Annunziata.»

Ma in questa vicenda potrebbe entrare in campo un altro attore: la Procura di Torre Annunziata. Le indagini sui lavori di affidamento e la concessione dello stadio comunale coinvolgerebbero sia l’ufficio tecnico che le scelte politiche. Per evitare un intervento della commissione d’accesso si mormora di una richiesta al sindaco per un rimpasto di giunta con assessori tecnici. La stessa cosa che i cittadini chiedevano a Corrado Cuccurullo all’inizio del suo mandato.

Alla fine, ciò che colpisce è il continuo ripetersi degli eventi nella città oplontina: per avere una giunta competente e autorevole, Torre Annunziata deve aspettare che siano i litigi interni al PD o l’intervento della magistratura a dettare i tempi. La politica, quella vera che guarda ai bisogni e ai diritti, resta in attesa.

Giacas

 

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