domenica 7 Dicembre 2025
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Il Calcio Parlato su Radioclub91: Italia-Norvegia e Napoli, le opinioni di Gautieri

L’ex calciatore: “Gattuso non è il capro espiatorio: il problema è il sistema”, “Il Napoli ha bisogno di un centrocampista”

Ai microfoni di Radioclub91, nel programma “Il Calcio Parlato”, l’ex calciatore e allenatore Carmine Gautieri ha commentato la partita di ieri contro la Norvegia:
“La persona con meno colpe è Gattuso. Purtroppo sappiamo benissimo che in Italia da tempo molte cose non funzionano: dalle scuole calcio ai settori giovanili. Oggi, se hai agganci lavori; se non hai raccomandazioni o gli amici degli amici, resti fuori. È diventato difficile.”
Gautieri ha poi aggiunto: “Questi sono i risultati: l’Italia rischia di non qualificarsi al Mondiale e, anche se dovesse riuscirci, per me sarebbe comunque un fallimento perché ci si doveva qualificare prima. Qualcosa va cambiato.”
Sul tema infortuni e sul caso Anguissa, Gautieri ha dichiarato: “Penso che il Napoli dovesse intervenire prima sul discorso Anguissa, cercando di prendere un centrocampista. Il Napoli ragiona molto sul momento e non in prospettiva, anche se poi i risultati li sta ottenendo.”

Sullo stesso tema è intervenuto anche il Prof. Franco Di Stasio ai microfoni di Radioclub91:
“Non è sempre colpa del preparatore. Spesso non consideriamo le tensioni emotive che, nel calcio e nello sport in generale, hanno un ruolo fondamentale. Nel calcio, essendo un gioco di squadra, il calo di due o tre componenti può creare un disagio per tutto il gruppo.”
Di Stasio ha proseguito: “La squadra deve fare sacrifici. Conte lo ripete spesso: il sacrificio è qualcosa che va oltre la normalità. Non è solo fisico, è cercare di superare i propri limiti. Questo, ovviamente, stressa il calciatore, ma è necessario per ottenere risultati, soprattutto nel post-scudetto.”

Dopo una riflessione di Manuel Parlato sulla “generazione del sacrificio”, oggi cambiata, Di Stasio ha aggiunto: “Diciamo sempre che il calcio è cambiato, la medicina è cambiata, il mondo è cambiato: siamo cambiati tutti. Anche l’approccio deve tener conto di queste variazioni, è un dato di fatto. Gli allenamenti sono duri, com’è giusto che sia. L’importante è gestire chi ha meno capacità di assorbire le emozioni. Il Napoli è una squadra forte, ma non così superiore da poter asfaltare le altre: per farlo, bisogna andare oltre i limiti normali. Parliamo di calciatori importanti, di ottimo livello, ma in Italia ci sono almeno un paio di squadre al nostro livello. I colloqui individuali con i calciatori, per capire come stanno fisicamente (anche attraverso i dati ematochimici) e come vivono emotivamente questo momento, e provare a fornire un supporto, secondo me possono essere utili.”
Così ha concluso il Prof. Franco Di Stasio nel corso di “Il Calcio Parlato” su Radioclub91.

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