venerdì 5 Marzo 2021
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Il Commissario Ricciardi. Intervista ad Adriano Falivene:”Interpretare Bambinella? Pura gioia”

Adriano Falivene, entrato nel piccolo schermo nei panni di Bambinella la fortunata serie de “Il commissario Ricciardi” tratto dai romanzi di Maurizio de Giovanni, è nato a Napoli nel 1988, si è diplomato presso l’Accademia di Arte Drammatica del Teatro Bellini. Un artista a 360 gradi, un attore poliedrico capace di muoversi con disinvoltura sia al teatro che davanti alle telecamere. Falivene è anche ballerino, clown, giocoliere, equilibrista, umorista, trasformista e cantante. Queste sono solo alcune delle doti che questo artista possiede. Un uomo di spessore, sensibile e professionale.

Falivene è bravissimo, empatico e anche molto disponibile, è capace di entrare in sintonia con i personaggi che interpreta con molta naturalezza e disinvoltura, grazie alla sua mimica facciale e alla sua raffinata gestualità.

Abbiamo rivolto a lui qualche domanda sulla sua ultima fatica per la tv: Bambinella. La serie va in onda dallo scorso 25 gennaio, ogni lunedì su Rai 1 alle 21,25, registrando un enorme successo.

Come sta vivendo questo successo, grazie alla sua interpretazione del personaggio?

Il cerchio con questa meravigliosa anima ancora non è chiuso ma devo dire che mi rende davvero felice sentire l’affetto di persone distanti che per magia arrivano a scaldare il cuore suo ed anche il mio, sortilegio che finora avevo vissuto solo in teatro. Questo mi aiuta ancor di più a cercare strade per rendere giustizia ed omaggio alla sua poesia.

Quando le è stato proposto Bambinella quale è stato il suo primo pensiero e se ci sono state delle difficoltà?

La prima sensazione è stata gioia pura. Poi senso di responsabilità, adrenalina mista ad una paura sana di cui mi nutro per non accontentarmi di tutto quello che posso darle ora, ma continuare a percorrere la strada che, attraverso i dubbi, mi lega costantemente a lei tutt’ora. La principale difficoltà è gestire questa paura, non lasciarle prendere il sopravvento ma usarla come risorsa per fare meglio.

Il giorno dei morti è il libro più struggente, io personalmente non lo rileggo, mi dice perché è particolarmente legato?

La morte di un’anima pura ed innocente è qualcosa di forte a cui non si può restare indifferenti. Il non significare nulla per gli altri è la peggiore delle sciagure per un essere vivente. Questa terribile condizione sembra oggi essere più viva che mai. Bambinella si libera di questa maledizione grazie al Brigadiere che le consente di essere parte di quella battaglia, condotta sempre da pochi, che ha come fine ultimo il trionfo della verità e della giustizia.

Bambinella è un po’ nel cuore di tutti, una figura importante un tramite della polizia, quale aspetto la incuriosisce di più di questo personaggio?

Il suo modo di stare al mondo adattandolo a se, come dice Maione.

Ci racconti di più di lei, del tuo percorso?

Il percorso è diventato per me la meta quando ho riconosciuto nei maestri l’ispirazione che mi ha guidato fin qui. Mi intristisce molto questo distacco di oggi per questo, perché penso a tutti quelli che come me hanno l’esigenza di quel tipo di scambio estemporaneo che avviene tra allievo e maestro.

Il prossimo lavoro in cui la vedremo?

Mi auguro che questa astinenza possa servire a dare il giusto valore in futuro a coloro che si incamminano per questa via. Progetti in futuro top secret… mi auguro di potervene parlare presto.

*la foto della fiction sono tutte di Anna Carmelingo

 

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