venerdì 17 Settembre 2021
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Il cortometraggio di Nello Petrucci “L’ultimo Whisky con il Cappellaio Matto” in lizza per il Globo d’Oro

“L’ultimo Whisky con il Cappellaio Matto” è il titolo del cortometraggio scritto e diretto dal regista pompeiano Nello Petrucci , scelto tra i tre finalisti del Globo d’Oro.

Già vincitore a Los Angeles dell’ Indie film festival , del Best Istanbul film festival in Turchia, e del New York Cinematography Awards; eletto Best Indie Film Award, a Londra, primo al Balkan New Film Festival di Stoccolma, ed in nomination, la scorsa primavera, ai David di Donatello 2021, il corto di Petrucci, è prodotto dalla Satyr M.B. production e co-prodotto da Contemply.

Una continua ricerca del tempo perduto è leitmotiv di una Alice, ormai donna, catapultata nuovamente in quel mondo fantastico, carico di simbologia, dove ritrova il “cappellaio matto” .

Dialoghi tra il filosofico ed il paradossale sull’io, il sogno, il tempo, sull’abitare il mondo con uno sguardo diverso.

Girato ad Apice vecchia, nel beneventano, protagonista del corto è la curiosità innata che alberga in Alice, magistralmente interpretata da Titti Nuzzolese, che la porta a rincontrare, da grande, alcuni personaggi del racconto di Lewis Carroll.

In fuga dallo spleen di una quotidianità che non la soddisfa, Alice ritrova il suo sguardo da bambina nel “mondo delle meraviglie” .

Il film mette insieme due figure chiave, “il cappellaio”, che rappresenta il nostro subconscio ed “Alice” che vive nettamente in superficie, un contrasto enorme.

Petrucci mette al centro “la dimensione del tempo” , che è spesso al di fuori dell’orologio, restando in sospeso come una sorta di limbo, come le mongolfiere disegnate nella casa del cappellaio.

La struttura narrativa del corto pullula di citazioni e metafore: basti pensare al “viandante” che dà indicazioni ad Alice, chiaro riferimento a Nietzsche e al contempo a David Caspar o al Cappellaio con il suo tè delle cinque, ovvero la routine, che si incontra e si scontra con il tempo e la follia umana nel gestirlo.

Maschere sparse un po’ ovunque, una fotografia virtuosa e dai colori saturi che conferiscono al lavoro una dimensione surreale.

Il film è stato girato in 4 giorni, con sei mesi di lavorazione: gli interni sono stati ricostruiti totalmente, negli studi della Satyr production, mentre gli esterni sono ricavati da un vero e proprio set naturale, quello di Apice vecchio, paesino dimenticato dal tempo.

Il cast vanta nomi di tutto rispetto, tra cui : Ciro Cascina , co-protagonista nel panni del “Cappellaio”; Bret Roberts , attore americano molto apprezzato nelle vesti della “Lepre Marzolina”; Egidio Carbone alias il“ Viandante”.

“Il tempo per me è un elemento decisivo, un’inarrestabile ricerca: questo lavoro traccia una linea fondamentale per riflettere su un tema che continua a sorprendermi.” Commenta Petrucci, regista e sceneggiatore de “L’ultimo Whisky con il Cappellaio Matto” , che aggiunge: “Ho lavorato con una troupe fantastica, un set familiare, circondato da tanto amore, è stato un lavoro corale, di tutti, questo ha reso il progetto vincente. La nomination al Globo d’Oro è un sogno che si avvera.”

La 61a edizione del Globo d’Oro, il premio cinematografico organizzato dall’Associazione Stampa Estera in Italia per premiare il valore e il merito di registi, attori, e produttori, avrà luogo a Villa Aurelia, al Gianicolo il 30 settembre.

“Sarà un’edizione meravigliosa, costellata da talenti e numerose opere di valore”, commentano i direttori artistici del Premio, Claudio Lavanga e Alina Trabattoni, sottolineando che le scelte “sono state rese ancora più difficili proprio a causa della quantità e qualità dei film in concorso”. Si tratta di tante opere uniche, spiegano, “che, come giornalisti di testate estere, miriamo a far conoscere ad altri paesi ed altri mercati, valorizzando questo settore così prezioso della cultura e storia italiana”.

“I film, i documentari, i corti e le serie TV – concludono Trabattoni e Lavanga – sono stati uno strumento fondamentale per evadere durante il lockdown, una finestra verso mondi possibili, in un momento in cui il nostro sembrava invivibile. Dopo un anno di pausa forzata, a settembre la cerimonia di premiazione sarà un’occasione per celebrare il grande cinema italiano, e quello che speriamo sia il ritorno alla normalità”.

info@nellopetrucci.com

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