mercoledì 25 Maggio 2022
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Il dramma di una famiglia con la casa in demolizione: “Fermate l’abbattimento”

Napoli. Sono giorni drammatici per la famiglia Cioce di Napoli, quartiere Fuorigrotta, che sta assistendo alla demolizione, giorno dopo giorno, della casa costruita su una zona dichiarata a rischio idrogeologico.
Il primo sgombero dall’abitazione era previsto lo scorso marzo, ma non andò a buon fine perché il padrone di casa, Antonio Cioce, era costretto a letto e attaccato ad una bombola d’ossigeno, con ovvie difficoltà di spostamento.
Tuttavia, pochi giorni fa, il 10 gennaio 2022, sono arrivate le ruspe per abbattere l’edificio nonostante le condizioni di salute dell’anziano genitore non siano affatto migliorate.


“Tempo fa abbiamo costruito questa casa che all’epoca era abusiva ma nel corso degli anni poi mio padre l’ha condonata”, afferma Salvatore Cioce, unico figlio maschio della famiglia.
“All’improvviso esce fuori la problematica del vincolo ambientale. A marzo scorso è avvenuto il primo sgombero della casa ed entro due mesi dovevamo lasciare la casa, però non siamo potuti uscire per la problematica di mio padre”.


Intanto la famiglia ha continuato a lavorare alla pratica dell’ R4 di vincolo ambientale, aree ad alto rischio idrogeologico (in funzione della pericolosità e del valore dell’elemento a rischio) , ma la perizia su questa zona ha dimostrato che il rischio idrogeologico non c’è e che la montagna non è franabile.
I Cioce hanno poi provveduto ad inviare tutta la documentazione all’autoritá del Bacino idrogeologico che ha individuato che “non si tratta di un R4 ma di un R2 zona BB pienamente edificabile”.
Ora il problema principale, come dichiarato da Salvatore Cioce:  “Dopo aver ricevuto risposta positiva dal bacino , ciò che manca è l’ufficializzazione sulla Gazzetta Ufficiale di Roma per identificare il problema, ma per questo bisogna attendere sei mesi”.
Attualmente la famiglia, che comprende tre nuclei, sta vivendo in una sola abitazione di proprietà di una delle sorelle.

Per questi motivi che evidenziano un seria difficoltà lanciano un appello disperato chiedendo a gran voce: “Abbiamo bisogno di risposte, ci basterebbero sei mesi per tutte le pratiche burocratiche per salvare la nostra casa, ma già ce la stanno demolendo. Non chiediamo nessun risarcimento danni, vogliamo solo la casa com’è adesso. La nostra casa, dateci delle risposte”.

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