mercoledì 8 Dicembre 2021
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Il festival SyArt di Sorrento arriva al Pascale

Napoli. Nella pallavolo lo chiedono gli allenatori per riorganizzare il gioco. E’ il time out. Che significa: fermiamoci a riflettere per poi ricominciare, ci si augura meglio. Un termine usato nella vita comune e diventato attualissimo in quest’era Covid. Equanto racconta l’opera di Elvira Carrasco, giovane artista spagnola, donata al Pascale dagli organizzatori del SyArt Festival di Sorrento. Il quadro, che è una stampa numerata realizzata su plexiglass, è stato consegnato l’altramattina da Rossella Savarese, Leone Cappiello e Maria Rosaria Gargiulo al managementdell’Istituto dei tumori di Napoli, e poi affissa in una delle hall del Pascale trasformate da oramai un anno in gallerie d’arte. Per la curatrice artistica, il presidente e la consigliera del Festivalsi tratta del prosieguo di una collaborazione con il Pascale iniziata un anno fa quando fu donata la prima opera esposta al SyArt di Sorrento, cenacolo di artisti contemporanei provenienti da ogni parte del mondo e giunto alla quinta edizione. Le due opere hanno trovato posto vicino al Vesuvio che spacca il virus, realizzato da Gennaro Regina e ai quadri e murales dell’architetto writer di Castelvolturno, Alessandro Ciambrone, donati all’ospedale durante la prima emergenza Covid.

Regina, Ciambrone e il ginecologo artista di Benevento, Giovenale Tresca, autore di 52 tele sistemate in tutti i reparti del Pascale, sono stati i primi artisti a rispondere al bando lanciato dal direttore generale dell’Irccs, Attilio Bianchi, “Adotta una parete”, un progetto finalizzato adaccogliere i pazienti oncologici in un ambiente più colorato e quindi aiutarli a superare la malattia non solo con la cura e la ricerca, ma anche con l’arte vista come supporto psicologico.

Elvira Carrasco è un’artista visuale e storica dell’arte di Valencia di appena 31 anni. Il suo progetto “Faces Project” è una proposta di autoritratto artistico in cui Elvira è riuscita a combinare la “Body Art” (uso del corpo come supporto artistico) con il suo aspetto di fotografo. Lei stessa dipinge il suo viso e poi lo fotografa per registrare il suo lavoro.

<Grazie per la sensibilità – dichiara il direttore Bianchi – grazie per contribuire al nostro progetto, grazie per tutti quelli cui la bellezza consentirà un sorriso>.

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