lunedì 14 Giugno 2021
HomeAttualitàIl Let “Catrin” chiude, educatori, genitori e ragazzi chiedono confronto con istituzioni...

Il Let “Catrin” chiude, educatori, genitori e ragazzi chiedono confronto con istituzioni e associazione

Napoli – L’ Ente, Arcimovie- Associazione di promozione culturale e sociale che opera nel quartiere Ponticelli, decidendo di non partecipare al Bando del Comune di Napoli per il rinnovo del servizio di educativa territoriale , ha lasciato ragazzi, famiglie e operatori sgomenti e perplessi. Il lotto B della periferia ad est di Napoli, caratterizzata, come risaputo, da tassi elevati di criminalità organizzata, dispersione scolastica, condotte antisociali e devianti, povertà economico-culturale e discriminazione sociale, con la suddetta decisione, è ulteriormente deprivata di una delle poche possibilità e opportunità offerte alla cittadinanza per tentare un risollevamento delle proprie sorti.Dopo anni di lavoro meticoloso e zelante, svolto secondo le metodologie educative previste per i contesti ad elevata criticità sociale, 60 famiglie e i loro figli si sentono spaesati e soli, privati del Centro Catrin Let, Laboratorio di Educativa Territoriale), da tutti considerato l’unico punto di riferimento, il porto sicuro in cui rifugiarsi e da cui partire, ma anche una “seconda Famiglia” ricostituita, desiderata e con funzioni riparative. Tutto ciò, accade in un momento storico già di per sè catastrofico, ove la pandemia da nuovo covid-19 mette a dura prova la tenuta del tessuto di comunità e la percezione del senso di sicurezza e di empowerment personale e collettivo. La scorsa settimana, i genitori sono stati protagonisti di una iniziativa di esercizio della cittadinanza attiva, avviando una protesta per esprimere dissenso per la decisione presa dal direttivo dell’Arcimovie. In modo particolare, i genitori hanno protestato insieme ai loro figli, per l’assenza di spiegazioni e motivazioni chiare da parte degli organi direttivi dell’Ente e per una carenza di comunicazione e di condivisione dei processi decisionali. L’equipe del Centro Catrin, inoltre, raccogliendo e traducendo i bisogni emergenti tra i ragazzi/e e le loro famiglie, ha deciso di strutturare la protesta in un laboratorio di ” Tecniche di democrazia diretta e consapevolezza critica”, al fine di convogliare il malcontento in forme costruttive di protesta e scongiurare il senso dilagante di impotenza appresa presenti in queste aree periferiche della città metropolitana di Napoli. Il laboratorio ha visto gli operatori, i ragazzi e le famiglie uniti nella costruzione di una protesta pacifica, un sit-in in piazza, nel rispetto delle norme di sicurezza in contrasto alla pandemia da covid-19, mediante il coinvolgimento di esponenti della vita associativa napoletana, di alcuni esponenti della municipalità e la stampa locale. Scopo della realizzazione del laboratorio di protesta è stato quello di trovare soluzioni possibili, infondere speranza e senso critico, dare esempio ai bambini, ragazze e ragazzi di come è indispensabile riuscire a costruire nuovi orizzonti al di là degli ostacoli, senza arrendersi alle decisioni percepite come ingiuste, calate dall’alto. L’esperienza documentata con la realizzazione di filmati, video interviste e reportage fotografico, mediante un confronto aperto tra le diverse parti coinvolte, ha visto maturare l’esigenza di continuare il percorso, studiando e trovando modalità sempre più utili e significative. Le famiglie e gli operatori del Catrin chiedono la costituzione di un tavolo permanente di concertazione, composto dall’assessore alle politiche sociali, i dirigenti del servizio per l’infanzia e l’adolescenza, i rappresentanti del direttivo Arcimovie, una rappresentanza dei familiari e dei ragazzi più grandi, educatori e sindacato, avente come obiettivo quello di mettere assieme tutte le risorse e le idee potenziali e trovare soluzioni alternative, che garantiscono in ogni caso continuità del lavoro educativo per le famiglie e i ragazzi, su questo territorio che rischia di essere ulteriormente abbandonato. Il tavolo di concertazione potrà realizzarsi anche in remoto, nel rispetto dei protocolli di sicurezza e delle regole imposte dal dpcm in vigore. I soggetti promotori tenendo conto del momento difficile che tutti noi attraversiamo a causa delle normative e dei cambiamenti repentini che questa pandemia comporta, ritengono che la questione riportata sia significativa e prioritaria.

Abbiamo bisogno di un piccolo favore

Nel 2020, 2 milioni 145mila persone hanno letto gli articoli de La Provincia Online. Eppure, siamo rimasti tra i pochi giornali online non a pagamento e lo abbiamo fatto perché siamo convinti che tutti meritino l'accesso ad una informazione corretta e trasparente. Ma stiamo subendo anche noi gli effetti una crisi economica senza precedenti, eppure abbiamo continuato a migliorarci, a studiare nuove rubriche e trasmissioni per la nostra webtv (che trasmette per ora sulla nostra Pagina Facebook). Per continuare a fare giornalismo di inchiesta, in un territorio difficile come il nostro, adesso abbiamo bisogno di voi lettori. Non abbiamo proprietari milionari. Il nostro giornale è libero da influenze commerciali e politiche e così vogliamo restare. Voi con il vostro piccolo aiuto economico ci permetterete di mantenere la nostra indipendenza e libertà. Un piccolo o grande aiuto che permetterà alla Provinciaonline di continuare ad informarvi su quello che tanti non vogliono dirvi.

Articoli recenti