martedì 13 Gennaio 2026
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Il Lions Club Napoli Lamont “restaura” i leoni dell’Accademia di Belle Arti di Napoli

Sono stati restaurati i due leoni opere di Tommaso Solari che si trovano davanti all’Accademia delle Belle Arti di Napoli. Grazie ai benefattori che hanno permesso restauro: i soci del Lions Club Napoli Lamont.
“Si rafforza la linea di aprirsi alla città: questo è lo spirito che da molti anni anima il nostro lavoro, quello di essere al servizio di Napoli.
In fondo il lavoro di ‘restituzione’ dei leoni nel loro originario vigore e presenza all’ingresso dell’Accademia è anche un simbolo: quest’area dove noi affacciamo è Largo Nanni Loy che noi abbiamo voluto in passato che diventasse tale; ricordo che la famosa scena del film Le Quattro Giornate di Napoli fu girata esattamente su queste scale con le opere raffiguranti i leoni e, quindi, con l’allora sindaco scegliemmo questa denominazione e questo tipo di intervento, questo arredo urbano.
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I nostri studenti sono attori principali anche in questa area e quindi la restituzione è un primo tassello di un lavoro che si può fare partendo dall’Accademia ed estendendolo ad altri luoghi nel segno della bellezza”. Così il direttore dell’Accademia di Belle Arti, Giuseppe Gaeta, intervenendo oggi alla presentazione del restauro dei due leoni posti sulla scalinata di ingresso all’istitituzione universitaria.
    Dopo sette mesi di assenza, infatti, i due leoni di Tommaso Solari rientrano all’Accademia al termine di un restauro strutturale e conservativo, ritrovando la loro collocazione originaria sulla facciata. Il ritorno delle opere, è stato evidenziato nella presentazione, segna una tappa fondamentale di un articolato progetto di studio, conservazione e restauro, sviluppato secondo un modello integrato che coniuga ricerca scientifica, didattica e collaborazione istituzionale. Anche Rosita Marchese, presidente dell’Accademia, ha sottolineato “l’importanza dell’interazione fra l’istituzione di studio e la città”. “Questa operazione, molto bella – ha aggiunto – è una forte dimostrazione di sinergia con la società civile.
    Preserviamo il bene e restituiamo una visione del bello ai passanti e ai cittadini, La città più si cura, più si mantiene e più risplende”.
    Le due opere, fuse nel 1883 su modelli in gesso dello scultore Tommaso Solari, sono state oggetto, in questi mesi, di un intervento reso possibile grazie all’iniziativa di Antonino Magliulo, componente del CdA dell’Accademia, di intesa con la presidente Marchese ed il direttore Gaeta, e al principale sostegno del Lions Club Napoli Lamont Young, con il quale l’Accademia ha sottoscritto un protocollo d’intesa. “Penso che sia un dovere morale per associazioni come la nostra – ha sottolineato Antonino Magliulo, anche presidente Lions Club Napoli Lamont Young – contribuire al recupero dell’enorme patrimonio artistico e culturale di Napoli” Il progetto nasce dopo anni di osservazioni e studi sulle opere, su iniziativa della professoressa Federica De Rosa, delegata alla tutela del patrimonio dell’Accademia, con la collaborazione della professoressa Paola Fiore, delegata alla manutenzione. Dal 2018 a oggi i leoni in ghisa sono stati sottoposti a un costante monitoraggio conservativo, finalizzato allo studio della statica attraverso indagini conoscitive sulla struttura interna e sul decadimento del materiale costitutivo.
    Le attività sono state condotte dalla Scuola di Restauro dell’Accademia, con la docente restauratrice professoressa Merj Nesi, in collaborazione con il fonditore e docente Antonio Del Giudice. L’intervento è stato eseguito con la sorveglianza della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio, nella Fonderia Nolana, dalla professoressa Merj Nesi con Antonio Del Giudice e il coordinamento di Federica De Rosa.
    “Che questo intervento sia stato reso possibile grazie al sostegno di privati cittadini – dice la professoressa Federica De Rosa – è per noi significativo. I leoni, realizzati in ghisa, appartengono a quella stagione in cui le città si decoravano attraverso l’arredo urbano, costruendo identità e decoro nello spazio pubblico: sono opere nate per essere attraversate come parte della vita civile. Il restauro ha messo al centro il dialogo tra le competenze dell’Accademia. È stato un lavoro corale, che ha intrecciato Scuola di Restauro e Scuola di Scultura, coinvolgendo anche la Scuola di Fotografia e di Cinema”.

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