domenica 22 Maggio 2022
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“Il muro di Napoli” con Gianni Ferreri e Gigi Savoia: recensione e interviste

Anteprima nazionale al teatro Politeama di Napoli per lo spettacolo teatrale “Il muro di Napoli”, prodotto dal teatro Augusteo di Napoli della famiglia Caccavale – Starace e dall’associazione Libra Produzioni. La piece teatrale è un adattamento scenico di Roberto Pappalardo (anche regista e attore in scena) dell’omonimo libro scritto a quattro mani da Giovanni Parisi e Giovanni Calvino, pubblicato da Homo Scrivens.

Una scenografia essenziale e scarna, ma allo stesso tempo significativa, conduce lo spettatore in un viaggio nella Napoli del 1943, subito dopo la cacciata dei tedeschi e l’arrivo degli americani. Solo che, nella finzione scenica, a pochi giorni di distanza arrivano in città anche i russi, pronti ad alzare un muro che la divida in due, il muro di Napoli, appunto, rievocando il più celebre Muro di Berlino.

Dal diffondersi di questa notizia si susseguono situazioni comiche, grottesche, drammatiche, che accompagnano lo spettatore in un vortice di emozioni, fino ad arrivare alle viscere della Napoli sotterranea dei ricoveri di guerra e delle anime pezzentelle.

Insieme a Gigi Savoia e Gianni Ferreri, in scena anche Patrizia Di Martino, Marianita Carfora, Roberto Pappalardo e Dalal Suleiman. Le musiche originali sono di Mariano Bellopede, la scenografia è di Laura Simonet, i costumi sono di Francesca Colica, il progetto grafico è a cura di Mariano Ferreri.

Sinossi: Napoli, 30 settembre 1943. È l’ultima delle Quattro giornate di Napoli. Alfonso Carotenuto (interpretato magistralmente da Gigi Savoia), anziano professore di filosofia, comunista e fervente antifascista, raccoglie tutte le sue forze e, nonostante la cataratta e i suoi malanni fisici, decide di scendere in piazza a combattere i tedeschi in fuga. Con lui c’è Salvatore Borrelli (il ruolo è interpretato da Gianni Ferreri), un tempo bidello della sua scuola, adesso custode del palazzo in cui abita. Cacciati i tedeschi, Vincenzo, il figlio di Alfonso, di ritorno dalla campagna di Russia, viene arrestato in compagnia di alcuni soldati sovietici. Si sparge la notizia che, oltre agli americani, siano entrati a Napoli anche le truppe dell’Armata rossa. La notizia diventa virale, tutti ormai temono la costruzione di un muro che dividerà la città in due zone di influenza: a nord i russi, a sud gli americani. Sofia, la figlia di Alfonso; Filomena, sua cognata; e a modo suo Salvatore, cercano di nascondere una tragica verità al professore, che riguarda il vero motivo del ritorno di Vincenzo. A rendere ancora più complicata la situazione è Assuntina, la fidanzata di Vincenzo, che nel frattempo è costretta a fare la ‘signorina’.

Il palcoscenico funge da contenitore per la rappresentazione scenica di diversi ambienti: sulla sinistra abbiamo la casa del prof. Carotenuto, popolata dalla figlia e dalla cognata, sulla destra il carcere dove Vincenzo, il figlio del professore, è detenuto come disertore e traditore di guerra.

Una tematica particolare e attualissima quella del conflitto bellico e di una fantomatica occupazione della città di Napoli da parte dei Russi, che vorrebbero alzare, all’ombra del Vesuvio, un vero e proprio muro che divida i fascisti dai comunisti. Alla fine si rivelerà solo un equivoco verbale, con l’unico vero muro esistente nel sottosuolo della Napoli sotterranea, dovuto ad un crollo, una frana che con i suoi calcinacci e detriti creerà appunto, nel secondo atto, una vera e propria barriera, un muro che separa nelle viscere della Terra il professore da Salvatore.

Una tematica, quella della guerra, non semplice da trattare, soprattutto in un momento storico come quello attuale, dove un conflitto bellico sembrava così lontano, nel tempo e nello spazio, e invece, purtroppo, si è dimostrato essere drammaticamente contemporaneo e attuale, con una ingiustificata e folle guerra in corso alle porte dell’Europa, a pochissima distanza da noi.

Ecco le interviste ai due attori protagonisti, Gianni Ferreri e Gigi Savoia, realizzate in esclusiva dalla nostra testata.

Saverio Falco
Giovane studente, intraprendente, ricco di fantasia, creativo e gioioso. E' veramente un piacere avere tra noi autori, scrittori, giornalisti, filosofi, ma soprattutto ragazzi come quello odierno: un'anima che ama la cultura in tutte le sue sfaccettature, che trasmette un pensiero legato all'amore puro, dai sentimenti profondi. Nel 2012 fa il suo battesimo con la carta stampata, rivelando all'attenzione di noialtri lo spirito polivalente dell'esistenza. (A cura del poeta GIANNI IANUALE)

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