Ieri, 14 febbraio 2026, giorno di San Valentino, presso il teatro/auditorium di Saviano “Vincenzo Sorrentino”, è andato in scena “Il nome dell’amore”, definito dall’ideatore dell’evento, il tenore internazionale Raffaele Sepe, uno spettacolo che: “racconta l’amore universale, quello che nasce e che resiste, quello che si perde e quello che rinasce: l’amore tra uomo e donna, tra fratelli, tra esseri umani”.
Da presenti in sala, non possiamo che confermare il giustificato entusiasmo di fine spettacolo, nel ribadire che nessun commento potrebbe esprimere meglio quanto si è profondamento respirato d’entusiasmo, partecipazione, commozione, suggestione, gioia condivisa tra artisti, orchestra e pubblico, con l’aggiunta emotiva del filo dominante della dedica al compianto Angelo D’Alia, prematuramente scomparso.
Ad esprimersi, facendo sfoggio delle sensazioni più disparte che testa e cuore gli hanno suggerito, è Raffaele Sepe. Note che riportiamo integralmente: “Grazie di cuore. Ieri sera, con Il nome dell’amore, il teatro era colmo… non solo di persone, ma di emozioni vere, profonde, condivise. Una sala gremita, un’orchestra viva, i passi dei ballerini, le luci, le parole, la musica… e soprattutto voi. Avete reso questa serata qualcosa che va oltre lo spettacolo: è diventata memoria, vibrazione, anima.
La serata è stata dedicata all’Avvocato Angelo D’alia. In ogni nota, in ogni parola, in ogni silenzio carico di significato, c’era un pensiero, un ricordo, un sentimento che ci ha uniti tutti in un unico grande abbraccio.
È stata una serata ricca, intensa. Ricca di emozioni che hanno commosso. Ricca di ricordi che hanno riportato l’amore nelle pieghe più profonde della vita. Ma anche ricca di sorrisi, leggerezza, gioia condivisa. Vi siete emozionati, vi siete divertiti, avete cantato con noi… e questo per noi è il dono più grande.
A nome mio, di mia moglie Ellen Kachlishvili, dell’orchestra Gli Anelli di Saturno diretta dal Maestro Antonio Saturno, dei nostri ballerini e di tutta la squadra che ha lavorato dietro le quinte, vogliamo dirvi grazie.Grazie a chi ha creduto in noi. Grazie a chi ci sostiene. Grazie a chi era presente. Grazie a chi continua a camminare con noi in questo percorso artistico che mette al centro l’amore, la bellezza, la condivisione. Serate come questa fanno bene all’anima. E se l’anima ieri ha brillato… è stato grazie a voi. Con gratitudine profonda, Raffaele Sepe”.
Non ci resta che ribadire che il teatro/auditorium di Saviano – che il direttore artistico Nunzio Della Marca pilota in modo egregio e propositivo con validi artisti a calcare le tavole del palcoscenico con continuità – per l’occasione ha registrato una tappa fondamentale di profonda professionalità artistica, per merito di quanti si sono esibiti, ciascuno nel proprio campo. Ma soprattutto per il carisma e la maestria della soprano Ellen Kachlishvili – anch’ella protagonista di eventi internazionali – e del factotum Raffaele Sepe, sposati non solo nell’arte canora e recitativa, ma anche nella vita, con il coronamento della nascita di un figlio di nemmeno tre anni. Di sicuro pregio le loro esibizioni a spaziare tra musica lirica, successi internazionale e nel non meno pregiato repertorio delle intramontabili melodie partenopee. Una pietra miliare del nostro territorio e con confini non ancora definiti. Ad majora semper!





