Dalle aree sul mare abbandonate al “progetto fantasma” della Cittadella dello Sport: il sindacato chiede un confronto pubblico. La rabbia dei cittadini: Basta opere pubbliche inutili o progettate per affidarle ai privati
Il sindacato SALPI accusa l’Amministrazione comunale di Torre Annunziata di aver tradito le promesse sulla riqualificazione urbana. Mentre aree strategiche affacciate sul mare – come l’area ex Deriver, ex Damiano ed il prospicente ex Lido Santa Lucia – giacciono abbandonate, spicca il controverso progetto della “Cittadella dello Sport e della Salute” nell’ex Scuola Morrone, un’opera criticata per l’assenza di una progettazione architettonica e il sospetto che serva più a interessi privati che alla comunità. Da una parte si abbandona la prospettiva di un rilancio del water-front dall’altra si propongono progetti che sembrano calati dall’alto.
Il Piano di Sviluppo per le Aree Dismesse, denuncia il SALPI, è un “libro dei sogni” mai realizzato. Nonostante l’assessore regionale Antonio Marchiello avesse promesso a febbraio un sopralluogo per valutare investimenti, l’amministrazione comunale non si è mossa per favorire questo incontro. Intanto, il progetto della ex scuola Morrone viene affidato alla progettualità dell’ufficio tecnico già autore di opere fallimentari come il “vasino” di Piazza Imbriani, mentre si sollevano dubbi su chi gestirà i campi da calcetto, quelli di padel e l’annessa struttura sanitaria. Un’opera pubblica costruita per affidarla ai privati?
SALPI e i movimenti civici chiedono un cambio radicale: una commissione d’inchiesta comunale sulle commistioni tra tecnici e politica, audizioni pubbliche e controlli sui fondi per la rigenerazione urbana. A Torre Annunziata – sottolineano – si delegano scelte cruciali «a salotti ristretti», funzionari, senza coinvolgere cittadini o esperti, a differenza di altre città dove i fondi PRIUS sono gestiti con trasparenza. Il timore è che la “Cittadella” diventi l’ennesima opera inutile finanziata con fondi pubblici, come l’ex stazione portuale, nata per un ristorante bloccato anche dalle inchieste giudiziarie che portarono all’arresto del capo dell’ufficio tecnico .
Il rischio concreto è che i milioni del PNRR si trasformino in spreco, aggravando il degrado di una città con un patrimonio costiero unico ma fragile. L’appello è chiaro: servono scelte coraggiose, una programmazione partecipata e la fine dei “progetti nel cassetto”. «L’amministrazione comunale smetta di dormire – conclude il SALPI – o Torre Annunziata scivolerà nell’irrilevanza». Intanto, l’Amministrazione tace, l’ufficio tecnico progetta, la politica non controlla e i cittadini reclamano risposte: in una città con un patrimonio costiero unico e un tessuto sociale in affanno, la richiesta di partecipazione alla programmazione non può cadere nel vuoto.




